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ANNIVERSARI

 

AVERSA : LUNGA VITA

AL “QUARTO STATO”

DI VIA MAGENTA

   

                                                                                         di

Saldan


AARON SHABTAI JACK HIRSCHMAN ERNESTO RASCATO              Aaron Shabtai   Jack Hirshman ed Ernesto Rascato alla Libreria Quarto Stato il 

           14.5.2008

 

Per chi – come me –  conosce Ernesto Rascato   dai tempi  delle assemblee studentesche al   Cirillo” nell ‘ infuocato 1974 ( In provincia, si sa, si è sempre un po’ in ritardo su tutto) – lui flemmatico leader del FARP* di Servire il Popolo, io intimidito leader della FGCI ( i giovani del PCI), tatticamente alleati per mettere in minoranza quelli di Lotta Continua che la menavano col sei politico e le interrogazioni collettive: una maniera maramalda per far fallire la democrazia dei neonati Decreti delegati, che legittimavano le rappresentanze studentesche all’ interno della “scuola borghese” – è un motivo di gioia saperlo sempre sulla breccia e mai arreso allo stato delle cose.

Gioia raddoppiata per il trentennale del Quarto Stato, la libreria di Via Magenta in Aversa, che lui e la compagna Antonella Avolio aprirono – temeraria scommessa- nel 1978.

Nessuno, infatti, del cinico milieu aversano avrebbe speso una lira sulla riuscita di quell’ impresa : "una libreria ad Aversa – e gestita, poi, da extraparlamentari….ma ‘a ro’ s’abbìano…"

E invece si sono “avviati” e sono arrivati a festeggiare il trentennale.

Nell’intervista che segue – ripresa dal numero di Ottobre di Fresco di Stampa (altra bella scommessa)- i nostri due eroi rievocano gli inizi e il significato di quella scommessa.

Si, il Quarto Stato è nato quasi come una comune , dove si incontravano tutti quelli che avevano voglia di venir fuori dalla paludosa immobilità politica e sociale di una città e di un  territorio che si avviava a diventare propaggine estrema della periferia napoletana, presto sfigurata dall’abusivismo edilizio e dalla voracità di un ceto dirigente analfabeta e tronfio, antisociale per costituzione e forma mentis.

Intorno al Quarto Stato sono nate tantissime iniziative, si sono formati moltissimi giovani : Città Abusiva, il periodico atellano nato un paio di anni dopo la libreria, di ispirazione demoproletaria e in polemica con la sezione del Pci di Succivo, tra le più creative e aperte al confronto politico  con i giovani del movimento, senza pregiudizi ma ferma nel prendere posizione contro quelle che riteneva – allora –  essere posizioni estremiste e/o velleitarie..

I cinefroms, le spettacol/azioni sui temi della casa e della salute, le battaglie per una nuova psichiatria, fare da megafono al femminismo, i concerti di rock e musica popolare, la realtà delle fabbrichette aversane e del lavoro a domicilio, insomma non c’era campo delle contraddizioni o del conflitto che non vedesse coinvolta anche  Quarto Stato,  che cogli anni ha conquistato solidità, presenza e una sua inoppugnabile credibilità: la prima e per un trentennio unica libreria in una città di sessantamila abitanti e un circondario di centotrentamila (il che è tutto dire)…

Gli ospiti, (scrittori, intellettuali, artisti, attori) sono stati tanti e tali che non vale la pena ora elencarli tutti…

Beh, con Ernesto  ci scontravamo furiosamente su tutto – lui rivoluzionario, io ( a suo dire) prima revisionista e poi riformista (intesi come insulti) : sulle bierre, sul Pci, sulla dissennata ( a mio dire) polemica dei giovani settantasettini contro il Pci, sulle  gravi ferite inferte  da una generazione di giovani a un grande partito ( e viceversa), l’uno e gli altri tre metri sopra la realtà così com’era – ferite che il tempo si sarebbe incaricato di far pagare a tutti; dicevo ci si scontrava su tutto, ma poi ci si ritrovava nel Quarto Stato, appunto, intorno agli amati libri in quell’ isola di accoglienza e discussione…

 

C’ è da dire che continuiamo a “scontrarci”, magari un po’ perplessi di scoprire i figli ormai ventenni (molto più rilassati, che ti guardano come fossimo marziani ) e sotto sotto sorpresi dalla nostra  ingenuità, perché il mondo fila in tutt’altra direzione….

 

Ma chissenefrega, abbiamo il Quarto Stato…e finchè c’è Quarto Stato c’è speranza!

 

·   FARP, Fronte Antifascista Rivoluzionario Popolare, emanazione del PC(ml)I – linea rossa, altrimenti conosciuto dal nome del suo quotidiano /settimanale Servire il Popolo, di ispirazione filo cinese, ma opposto all’altra frazione, il PC (ml) d’I, linea nera, filocinesi di stampo bordighista e più marcatamente stalinisti, filo albanesi alla Enver Hoxha….. ah, quante follie!

·        PS Dimenticavo, quell’ emme-elle tra parentesi sta per marxista-leninista: adesso sembra uno scherzo dadaista, ma trentacinque anni fa era un segno distintivo decisivo, letale – direi – per chi lo ignorasse… ah, tempora! Vero Ernesto?

 

 

 

“QUARTO STATO”,

TRENT’ANNI  DI  IMPEGNO

 

La storica libreria aversana festeggia il compleanno con un ricco autunno di eventi e una mostra di libri rari dedicati a Cimarosa

 

di

Brunella Nobile


AARON SHABTAI JACK HIRSCHMAN ERNESTO RASCATO Aaron Shabtai  Jack Hirschmann ed Ernesto Rascato nella Libreria Quarto Stato lo scorso  14 Maggio, alla presentazione di “Politika” l’ultimo lavoro poetico di Shabtai.

 

(Foto di Andrea Rascato)

 

Se siete di quelli che non leggono, se pensate che i libri siano solo carta senz’anima, se le parole “Quarto Stato” evocano nella vostra mente solo il quadro di Pellizza da Volpedo di chiare e sinistre intenzioni… siete forse tra quelli che più di trent’anni fa hanno sconsigliato vivamente a Ernesto Rascato e Antonella Avolio, attivisti e librai doc, di aprire una libreria ad Aversa.

 

Ciò nonostante, la Libreria Quarto Stato festeggia quest’anno il trentennale della sua attività, con una settimana inaugurale ricca di eventi dal 22 al 28 settembre scorso e una mostra della collezione privata della libreria sull’illustre compositore aversano Domenico Cimarosa, che resterà disponibile al pubblico fino al 26 ottobre prossimo.

 

Trent’anni di libri, incontri con centinaia di autori, impegno politico e civile? Sicuramente, ma anche uno spazio culturale aperto ai giovani, al libero pensiero, alla musica,alla voglia di creare ed essere partecipi del proprio tempo con spirito critico, in questo territorio.

 

Sono queste, in sintesi, le cose che rendono “viva” una libreria e che traspaiono dalle parole dei nostri librai, Ernesto e Antonella: «Questa libreria nasce alla fine degli anni ’70 – racconta Ernesto Rascatosull’onda delle librerie d’aggregazione e viene ad affiancarsi, come centro di documentazione, ai movimenti critici dell’epoca presenti anche sul territorio aversano. Nasce come idea collettiva, nell’estate del ’78, ma ci vorrà un po’ di tempo prima che il progetto prenda forma e sostanza. L’idea iniziale era quella di creare uno spazio per tutte quelle riviste e quei movimenti che di fatto non ne avevano nel nostro territorio: riviste underground, beat,non allineate come Re Nudo, per esempio. All’inizio la nostra era una comune oltre che una libreria…».

 

La domanda sorge spontanea: con queste premesse, come ha fatto la libreria a resistere in questo territorio, restio alle novità e alla diversità per antonomasia? «Certo, è stato difficile – risponde Antonella Avoliouna certa spocchia ci ha accompagnato per un lungo periodo, ma le persone hanno imparato a conoscerci, hanno capito che il nostro impegno culturale e politico era una ricchezza per questo territorio e che non eravamo “mangiabambini”.

L’editoria non è certo un mercato fiorente dal punto di vista delle vendite, ma abbiamo saputo dialogare con il territorio,cercando il contatto con le scuole e le università, per creare il giusto interesse nei giovani e avvicinarli al mondo dei libri, organizzando mostre e presentazioni con gli artisti e gli scrittori a partire dai primi anni ’90.

Questa è una libreria nata pezzo per pezzo, libro per libro, è stata una colonizzazione graduale degli ambienti e anche, in un certo senso, degli spazi culturali.

Con il tempo siamo diventati un punto di riferimento perl a storia e la cultura del nostro territorio, anche perché abbiamo rivalutato il mestiere del libraio che è fatto di rapporti umani e intellettuali oltre che di vendita».

 

Recentemente Antonella ha cominciato ad occuparsi di antiquariato librario. Tra i progetti futuri c’è anche quello della stampa, dell’editoria fatta in prima persona: come nel quadro che dà il nome alla libreria, è il progresso, l’idea del progresso, che guida l’impegno di “Quarto Stato”.

 

 

Da FRESCO DI STAMPA Ottobre 2008 n.9 Anno III pag.59

 

 

 

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