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PIER PAOLO PASOLINI

2.11.1975 – 2.11.2008

 

 

Pier Paolo Pasolini             Dal Blog Pier Paolo Pasolini, curato da Angela Molteni

 

Trentatre anni fa fu barbaramente ucciso , ma  – ancor prima che dal “balordo” Pino Pelosi ( e dai suoi occulti complici fascisti dei “servizi” deviati) – fu inconsciamente (?) “consegnato ai boia” dal livore conformistico dei tanti intellettuali “in carriera” che, allora come ora, non ebbero tempo per centellinare, meditare le sue lucide, profetiche analisi sul “nuovo fascismo” e sull’ “omologazione” neocapitalistica…

 

Si era calato “nell’inferno” del neocapitalismo, con “marmorea volontà di capirlo”, ne aveva lucidamente evidenziato i caratteri e gli effetti devastanti sulla società e sulle classi sociali (in quanto a “valori”), ne aveva  denunziato gli effetti sulle giovani generazioni e sui ceti popolari, ma quasi  nessuno lo aveva capito sino in fondo, fuorviati dalla paradossalità delle sue impostazioni, apparentemente in difesa del “passato” e della Tradizione …

 

Aveva una maniera “eretica” di condurre polemiche e battaglia delle idee, dotato – anche in questo campo – di quella “disperata vitalità” che era uno dei suoi tratti costitutivi, ma aveva anche una lucidità marxista e gramsciana invidiabili… (Ne avessero almeno un po’ …tanti attuali maitres à penser à la page!..)

 

Insomma, un maestro, un esempio per le giovani generazioni di oggi, che dai suoi scritti possono trarre molta “luce” per capire criticamente l’attuale marmellata mediatica..

 

Voglio ricordarlo con un  pot pourri di suoi versi, tratti dallo splendido sito curato da Angela Molteni…

 

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Da Una Disperata Vitalità

(Poesia in forma di rosa, 1964)

di

Pier Paolo Pasolini

 

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Dal Blog Pier Paolo Pasolini, curato da Angela Molteni

 

«Venni al mondo al tempo
dell’Analogica.
Operai
in quel campo, da apprendista.
Poi ci fu la Resistenza
e io
lottai con le armi della poesia.
Restaurai la Logica, e fui
un poeta civile.
Ora è il tempo
della Psicagogica.
Posso scrivere solo profetando
nel rapimento della Musica
per eccesso di seme o di pietà.»

«Se ora l’Analogica sopravvive
e la Logica è passata di moda
(e io con lei;
non ho più richiesta di poesia),
la Psicagogica
c’è
(ad onta della Demagogia
sempre più padrona
della situazione).
E così
che io posso scrivere Temi e Treni
e anche Profezie;
da poeta civile, ah sì, sempre!»

Quanto al futuro, ascolti:
i suoi figli fascisti
veleggeranno
verso i mondi della Nuova Preistoria.
Io me ne starò là,
come colui che
sulle rive del mare
in cui ricomincia la vita.
Solo, o quasi, sul vecchio litorale
tra ruderi di antiche civiltà,
Ravenna
Ostia, o Bombay – è uguale –
con Dei che si scrostano, problemi vecchi
– quale la lotta di classe –
che
si dissolvono…
Come un partigiano
morto prima del maggio del ’45,
comincerò piano piano a decompormi,
nella luce straziante di quel mare,
poeta e cittadino dimenticato."

 

"Dio mio, ma allora cos’ha 
lei all’attivo?…" 
"Io? – [un balbettio, nefando

non ho preso l’optalidon, mi trema la voce 
di ragazzo malato] –

Io? Una disperata vitalità

 

 

 

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                                  Dal Blog Pier Paolo Pasolini,

                                   curato da Angela Molteni

 

Da Poesie inedite

L’hobby del sonetto 1971-73

 

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C’era nel mondo – nessuno lo sapeva –
qualcosa che non aveva prezzo,
ed era unico; non c’era codice né Chiesa
che lo classificasse. Era nel mezzo


della vita e, per confrontarsi, non aveva
che se stesso. Non ebbe, per un pezzo
nemmeno senso; poi riempì l’intera
mia realtà. Era la tua gaiezza.


Quel bene hai voluto distruggerlo;
piano piano, con le tue stesse mani;
gaiamente: te n’è rimasto


un fondo, inalienabile: mi sfugge
il perché di tanta furia nel tuo animo
contro quel nostro amore così casto.


Benevento, 3 febbraio 1973

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La diversità che mi fece stupendo
e colorò di tinte disperate
una vita non mia, mi fa ancora
sordo ai comuni istinti, fuori dalla
funzione che rende gli uomini servi
e liberi. Morta anche la povera
speranza di rientrarvi, sono solo, 
per essa, coscienza.
E poiché il mondo non è più necessario
a me, io non sono più necessario.

 pasolini_14

 

Dal Diario 1945-47

 

Come un naufrago incolume mi volgo
e vedo, inteneriti dal passato, 
alle mie spalle, oceani di rare
viole, di silenziose primule. 


E’ già un sogno lontano più del cielo
il paesaggio di germogli azzurri
che il trasparente Aprile intiepidiva.


Il tempo è dileguato senza moto: 
le farfalle che volano pudiche, 
i fiori violenti, l’irta quiete…


E so ancora atterrirmi ad un accento
che disaccordi con la fioca musica
dei campi? Alzare il capo, puerilmente,  


angosciato dai baratri celesti

tra i veli tranquilli delle nuvole?
Se l’iroso usignolo nell’azzurro 


arido, esala i suoi canti diurni, 
lo ascolto ardente, ma non ho speranza.
Io non sogno, son veglio…

 

 

 pasolini_14

 

 

Da Poesie inedite

Cinque poesie d’amore 1945-46

Mi destai d’improvviso, io ero solo.
Conobbi l’assiuolo ai vecchi gemiti
che dal cielo battevano vicini
dentro il mio petto.


Con quel canto fui vivo nel silenzio.
Ma, perduto nei sogni, del mio corpo
nulla restava se non una delusa
morta memoria.


E anche tu (memoria, non immagine)
su di me, su quel canto sovrastavi
e facevi tremendo quel silenzio
non comparendo.


M’eri in dissoluzione nella buia
carne, nei sogni: una mortale spoglia
sperduta dietro questa vita; eppure
ti amavo sempre.

 

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Da Poesie inedite
Via degli amori 1946

Introduzione

… el vuelo! el vuelo! el vuelo!
                                                     A. Machado


A Casarsa nasceva, un giorno, il sole: 
e io dov’ero? Nella schiuma lieve
iridata del sonno, con il cuore
dentro un soave bozzolo di luce,
volavo. Estasiato, senza ali, 
volavo a mezza strada tra la terra
e il cielo, volavo nella luce
delle campagne illuminate in sogno.

 

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Da Poesie disperse
Scartafaccio 1948

Commosso sulla mia infelicità

Commosso sulla mia infelicità,
felice credo nel conforto della
parola che svela, che degrada.


Temo solo la morte, il puro fatto
della morte. Tutto il resto si gioca.

 

 

 pasolini_12

Da Poesie inedite
Poesia con letteratura 1951-52

 

 

Se qualcuno mi chiede (e qualcuno
me lo chiede) dove vado con me
risponderei di non saperlo. Ho avuto
fin nel ventre materno, con la gioia, 
questa sicurezza in una vera, 
assoluta, inconoscibile irrealtà.


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Tutte le foto sono tratte dal blog Pier Paolo Pasolini, curato da Angela Molteni,

che potete trovare tra i miei links e visitare: una splendida opera di diffusione in rete

della vita e delle opere del grande Pier Paolo.

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10 thoughts on “

  1. Oh grazie di questo tuo ricordare.
    Anche io ho dedicato qualcosa a lui.
    Dici: inconsciamente ? Dico: possiamo anche togliere quel punto interrogativo, non ti pare?
    Chi non si vuol piegare al potere dà fastidio, tanto e sempre.

  2. A bloggando: grazie per la segnalazione.
    A rigirandola : massì, togliamolo, quel punto interrogativo!
    a kuppotto : vista la tua giovane età, ti consiglio di leggere “Scritti corsari” e “lettere luterane” o anche “Le belle bandiere”: un Pasolini nel pieno della lotta e della polemica politica contro il “potere” corrotto e corruttore, pronto a denunciare l’ “omologazione” galoppante… alcuni brani, ripubblicati oggi, sono ancora “devastanti” nella loro attualità “eversiva” e “provocatoria”… insomma, un Maestro!

    Grazie a tutti e vi segnalo due blog :
    “Anna Maria Ortese- In sonno e in veglia”- e “georgiamada”

    Saldan

  3. “Scritti corsari” Letto
    “lettere luterane” Letto e riletto
    “Le belle bandiere” ce l’aveva addirittura la biblioteca della mia scuola!

  4. Caro Kuppotto,

    la cosa mi conforta…vuol dire che le belle letture allora passano di generazione in generazione. Sai com’è…col tempo ci si sente , come dire, un po’ isolati…
    Ti racconto un aneddoto : quando avevo 16-17 anni, al mio paese – che è quello di adesso – in piazza le persone che la mia “percezione” giudicava “anziane”, mi dicevano con un tono che io allora interpretavo come “inquisitorio”… “‘uaglio’ a chi si’ figlio, a chi appartieni?”…. Dopo aver dato – a mezza bocca e di mala voglia- le richieste informazioni, pensavo tra me e me ” ma perchè non si facco i cazzi loro?… che c’ho di strano?”… Sui trenta/trenatcinque, trovatomi sempre nella stessa piazza, e vista intorno a me una marea di ragazzini di 15-16 anni assolutamente non riconoscibili da me, nel senso di non più sapere “chi è figlio di chi”, ho avvertito un piccolo disagio… Mi sono venuti a mente quegli “scassacazzi anziani”…. allora ho capito che il loro tono non era “inquisitorio”, ma di “disagio”… perchè andavano perdendo la catena delle generazioni… non riconoscevano nei tratti adolescenti CHE LI CIRCONDAVA, , in apparenza tutti uguali, vestiti allo stesso modo eccetera, quelli “genetici” di essere figlio a tizio o a caio eccetera…. insomma, una dimostrazione “dal vivo” di cosa intendesse Pasolini per “omologazione”, in un certo senso, antropologicamente parlando…..Certo, le cose non stanno proprio così, tagliate con questa “accetta”……. Tutto questo per dire che , in qualche modo, è importante trasmettere una “catena” della “riconoscibilità”, sia pure essa culturale, di appartenenza… aperta al cambiamento ma che sappia “leggere” creativamente nel Passato. Eccetera. Ma ci siamo capiti, vero?

    Un saluto cordiale

    Saldan

    P.S. Se ti va, ti propongo un gioco:
    postiamo qualche “lettera luterana” o qualche passo di “scritto corsaro” riconducibile allo scenario attuale?

  5. troppe virgolette, troppe virgolette.
    in realtà, ogni parola andrebbe virgolettata.
    sì, hai ragione: sto sulla difensiva,
    lo faccio per poter smettere.

    No, non mi va di giocare all’attualità,
    non so, però sospetto che potrebbe piacermi guardare te che ci giochi.
    (rido ancora)

  6. Un saluto e un ringraziamento per le citazioni e l'apprezzamento per il mio "pasolini.net – pierpaolopasolini.eu" con il quale faccio il possibile per far conoscere la figura umana e artistica di Pier Paolo Pasolini. Ricambio di cuore l'apprzzamento e mi scuso se non avevo trovato prima questo tuo splendido post.Angela

  7. Grazie a te, Angela, per lo splendido lavoro che fai per ricordare Pier Paolo Pasolini. Il tuo blog è per me una preziosa fonte di consultazione, apprendimento e u  punto di riferimento. Per qualsiasi novità, teniamoci in contatto.

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