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Da FRESCO DI STAMPA Rivista mensile di Terra di Lavoro  n.10 Anno III Novembre 2008

 

 

NIENT’ALTRO CHE BULLI ?…

 

Il film del casertano Antonucci affronta l’emergenza della violenza nelle scuole del nostro Paese :”L’Italia seconda in Europa per il bullismo”.

 

mikicontromarco1        Andrea Lucente e Gabriele Merlonghi

 

 

L’ INTERVISTA

 

 

 

di

Angelo Mozzillo

 

 

Angelo Antonucci è un regista casertano che ha dovuto lasciare Caserta per poter fare il suo mestiere; come tanti, come quasi tutti. Ha capito che già dal ventennio del secolo scorso il cinema è a Roma, è a Milano, pochissimo a Napoli, sicuramente non a Caserta.

 

Pensava al cinema ancor prima di laurearsi in filosofia, così frequentò i corsi di Ipotesi Cinema, il centro diretto dal neo-premiato con Loene d’oro alla carriera Ermanno Olmi, si trasferisce a Roma e ora ha un curriculum invidiabile e tanta voglia di coltivare il suo talento di regista. E a Roma ha girato il suo terzo lungometraggio (contando anche il film TV Dio ci ha creato gratis, con Leo Gullotta e Nino Manfredi), Nient’altro che noi, una storia di amicizie e di bullismo, già inserita nella rosa dei David di Donatello Giovani ancor prima di uscire al cinema.

 

Lo stesso Angelo Antonucci ci ha spiegato da cosa si è ispirato per affrontare tale tematica.

 

 

 

antonucciregista          Angelo Antonucci

 

«Il film è nato quasi un anno fa, da un fatto di cronaca. Era successo che a Ischia, un ragazzo si era suicidato perché i compagni lo prendevano in giro per i suoi meriti scolastici. Questa cosa mi aveva colpito molto e mi ha dato quindi subito l’input per iniziare a scrivere la sceneggiatura, visto che il mondo della scuola non mi è neanche tanto lontano: sono laureato in filosofia, mi sarebbe tanto piaciuto insegnare ma, ancora prima dell’università, la mia passione è stata sempre il cinema. Ad ogni modo ho avuto un po’ di esperienza con l’ambiente scolastico, e ho cercato di descriverlo con una certa accuratezza

 

Il film lo hai ambientato a Roma.

 

«Non è un caso: facendo un po’ di ricerche in fase di scrittura del film ho scoperto che Roma è la città in cui il fenomeno del bullismo è al primo posto in Italia.

Il mio era anche un tentativo di dare un piccolo spunto di riflessione, di dibattito su un argomento che, perlomeno nel nostro Paese, non è stato mai affrontato per intero in un prodotto cinematografico.»

 

 

 

Questo è vero, anche se il problema dei bulli è stato sfiorato spesso dagli autori del grande schermo. Penso ad esempio al recente “Un giorno perfetto”, ultima fatica di Ferzan Ozpetek dove c’è una piccola scena in cui Kevin, il piccolo protagonista, viene aggredito e umiliato dai compagni. E lì si parla di un ragazzino delle elementari. Tu credi che nel nostro Paese questo problema sia così forte?

 

 

«Basta pensare che, dalle ricerche che ho fatto, sul bullismo l’Italia risulta essere al secondo posto in Europa, subito dopo l’Inghilterra, quindi il cinema riflette solo dei dati che parlano in merito. Nel film io ho tentato di affrontare il problema dal punto di vista degli stessi bulli, andando a scavare nelle famiglie, nei problemi che portano un ragazzo a comportarsi in tale maniera. Il problema sociale è legato molto alle dinamiche di bullismo.»

 

In attesa dell’uscita nelle sale, il film sta girando in varie scuole d’Italia.

 

«Il film uscirà normalmente nel circuito tradizionale dal marzo 2009, ma l’AGIS scuola nazionale – che ha patrocinato il film – lo ha inserito anche nella rosa del David di Donatello giovani, in quella che è una sorta di semifinale in cui sono presenti dodici film. Di questi, una giuria di studenti porterà in finale solo cinque film, tra i quali ovviamente ci sarà il vincitore del David di Donatello giovani.

Per questo motivo il film gira in anteprima per le varie scuole d’Italia dopo una piccolo special al Giffoni Film Festival, e proprio a Caserta e provincia ho avuto un riscontro molto positivo.»

 

A proposito di Caserta: cosa ne pensi del rapporto di questa città con il cinema? Trovi dia delle opportunità lavorative a chi vuole intraprendere il mestiere del regista?

 

 

«Assolutamente no, o perlomeno sono molto scarse. Nel mio film ho portato alcuni tecnici di Caserta con me per dar loro delle opportunità, ma non posso fare a meno di consigliare a chi voglia intraprendere questo mestiere di trasferirsi a Roma. Ovviamente ci sono giovani che hanno voglia di fare, che realizzano cortometraggi, che partecipano alle varie iniziative, ma fin quando si pensa di iniziare a farsi conoscere attraverso i festival va benissimo; chi vuole poi iniziare a considerare la regia come mestiere non può non trasferirsi a Roma.»

 

Hai già in mente i prossimi progetti?

 

«Innanzitutto mi sto dedicando molto alla distribuzione di Nient’atro che noi, partecipando ai festival, alle rassegne, poi essendo presi nella rosa del David di Donatello giovani sto iniziando una tournée in tutte le scuole italiane. Sto anche curando l’uscita di Masaniello, il mio film con Franco Nero e Anna Galiena, che è uscito solo per i festival e quindi non ho avuto ancora modo di portarlo al cinema. Infine ci sono altri progetti di cui non posso ancora parlare.»

 

Ma Fresco di Stampa, ovviamente, si terrà aggiornato.

 

 

marcoeleroy

        Philippe Leroy e Andrea Lucente



L’ INIZIATIVA

Il Cinema a portata di mano

 

 

 

L’A.C.T.A.form, Accademia per la formazone Cinetelevisiva-Teatrale e delle Arti, è una scuola curata dal regista Angelo Antonucci, che s’impegna a dare ai ragazzi le conoscenze di base sulla settima arte, sia dal punto di vista tecnico che artistico, per aiutarli a capire se questo è o meno il loro settore e quindi a fare il grande salto (a Roma, ovviamente) dove poi tentare una strada ancora più specifica e accurata, frutto di una determinata scelta di vita che consiste nel vedere il cinema come mestiere e non più come passione, hobby.

 

In sintesi, ci dice lo stesso Antonucci, «A.C.T.A.form serve a dare ai ragazzi gli strumenti utili ad avere le potenzialità per poter dedicarsi ventiquattr’ore al giorno alla regia o alla recitazione.»

 

Antonucci cura il novanta per cento delle lezioni, interagendo coi ragazzi e portandoli spesso sui propri set o su quelli di alcuni colleghi per far loro vedere il mondo pratico del cinema. Proprio per questa grossa presenza del regista casertano, le lezioni potranno cominciare solo verso Gennaio, magari con una full immersion di dodici week-end, sufficienti – a parere di Antonucci – a infondere le conoscenze di base per potersi dedicare al cinema.

 

«Dedicandomi alla produzione e alla regia non mi sono sentito di prendermi attualmente l’impegno di un corso di recitazione e di regia, quindi ho decido si aspettare la fine della promozione del film e cominciare i corsi a inizio anno nuovo. Poi, se devo essere un po’ polemico, non mi va nemmeno di confondermi tra la vasta serie di corsi di cinema sparsi per il Casertano e fatti da persone che promettono un futuro che nemeno loro sanno come raggiungere, e quindi attivano questi corsi più per farsi pubblicità che altro. Quindi buttarmi in una mischia del genere mi sembra solo deleterio per me e per i ragazzi.»

 

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Trama

Marco arriva in una nuova scuola di Roma, frequentata da Miki, un ragazzo che si atteggia a bullo, e di cui diventa la vittima. Tra storie di scuola, amicizia, amore e rapporti difficili con i genitori, si intrecciano una serie di episodi di bullismo sempre più gravi, fino a sfiorare la tragedia.

 

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/4/4a/Segui_progetto.png/20px-Segui_progetto.png

Nient’altro che noi

 

Titolo originale:

Lingua originale:

Italiano

Paese:

Italia

Anno:

2008

Durata:

90

Colore:

colore

Audio:

sonoro

Rapporto:

1,85:1

Genere:

commedia

Regia:

Angelo Antonucci

Soggetto:

Angelo Antonucci

Sceneggiatura:

Angelo Antonucci

Produttore:

 

Produttore esecutivo:

 

Casa di produzione:

Elite Group International srl

Distribuzione (Italia):

Microcinema-Digima-EGI srl

Storyboard:

 

Art director:

 

Character design:

 

Mecha design:

 

Animatori:

 

Interpreti e personaggi

Nient’altro che noi” è un film che parla di scuola e bullismo diretto dal regista e sceneggiatore di Caserta Angelo Antonucci.
Il tema scelto per questo film è di “tragica attualità”, dichiara Antonucci sul sito ufficiale nientaltrochenoifilm.com. “ll mio film Nient’altro che noi – spiega il regista – è ispirato ad una storia vera. Purtroppo questi tristi episodi, che vedono coinvolti, soprattutto giovanissimi, sono una quotidiana realtà. Non è stato difficile reperire ricerche, studi e cronache su questa tematica.”

Il film per il momento non è ancora stato distribuito nelle sale cinematografiche, ma sta riscuotendo grande successo nelle scuole, dove è disponibile per le mattinate da Ottobre.

I protagonisti, tutti giovanissimi e molti alla prima esperienza davanti alla macchina da presa, sono: Annica Rodolico, già vista in tv negli spot Tim accanto a De Sica (interpreta Sara, video intervista a fine articolo), Andrea Lucente (interpreta Marco, vittima del bullo), Gabriele Merlonghi (Miki, il bullo, nel secondo video a fine pagina), Daniel Bondì (amico di Marco) e Martina Menichini (Elisa, ex ragazza del bullo).

Nel cast alcuni nomi già noti al pubblico: Francesca Rettondini, l’attore francese Philippe Leroy, Antonella Ponziani e Claudio Botosso.
Hanno partecipato alla realizzazione di musica e colonna sonora il gruppo di Brindisi DNA 71 e il cantautore Rosario di Bella.
“Nient’altro che noi” è stato selezionato per la candidatura al David di Donatello 2009 sezione Giovani.

 LOCANDINA NIENT

 

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Roma. 2008 La storia del film è raccontata in flashback da Sara, amica di classe di Marco, in un blog sul web. Marco arriva in una nuova scuola ,frequentata anche da Miki, un ragazzo arrogante e violento che si atteggia da bullo… Marco , invece, è uno studente modello , sensibile e riflessivo, e si inserisce facilmente nel nuovo contesto scolastico, stringendo una forte amicizia con Sara, Elisa che è la ex ragazza del bullo, e Federico. Miki, per questi motivi, lo individua come sua prossima vittima e inizia a perseguitarlo in ogni occasione… L’anno scolastico va avanti tra storie d’amore, amicizia, problemi di scuola e rapporti difficili con i genitori. Infatti Miki vive , con un fratello più piccolo, e con il padre avvocato , perso nel tunnel della droga e la madre organizzatrice di eventi. Marco, che vive con una madre sempre impegnata con il suo lavoro ed una sorella assente, riesce a trovare un valido riferimento nel suo anziano maestro di violino che cerca di incoraggiarlo e dargli i consigli più opportuni, anche perché il ragazzo oltre ai problemi con Miki, sta attraversando anche un momento di ricerca interiore di un proprio equilibrio di vita. Gli episodi di bullismo si fanno sempre più frequenti e violenti con Miki che più volte aggredisce fisicamente Marco e tenta anche di violentare Elisa; mentre la scuola sembra non trovare un modo efficace per contrastarlo… Un giorno però Marco e Miki si ritrovano soli , in una situazione di estremo pericolo di vita…

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