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GRANDIOSI FESTEGGIAMENTI

IN ONORE DI GESU’ TRASFIGURATO…

 

 

COPERTINA- GESU TRASFIGURATO S DI VILIO

 VENERDI’ 5 DICEMBRE 2008

LIBRERIA QUARTO STATO

VIA MAGENTA AVERSA

ORE 19.00

 

 

Immagini della Festa Patronale tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta.

Testo introduttivo di Stefano De Matteis- Edizione IL PONTE ETRARTE.

 

Libro fotografico di 139 scatti in bianco e nero  del fotografo Salvatore Di Vilio.

 

 Venerdì 5 Dicembre ore 19.00  alla Libreria Quarto Stato Via Magenta AVERSA. Con l’ Autore, Ernesto Rascato, sovrintendente ai Beni Culturali  e  Paolo Graziano vice direttore  di Fresco di Stampa

 

 

©Salvatore_Di_Vilio_1AFFONZ’ O’ CECATO ‘MPAGLIAVA ‘E SSEGG

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Affonz’ o’ cecàto ‘mpagliava ‘e ssègg’

‘mmiez’ a nu luóco; cantava e ricéva

brutta cosa o’ munn’ ‘uaglió; ma pègg’

ra mezanòtt’ nu’ ppò venì”..réva

 

‘na man’ ‘e coll’ int’ o’ suóccio, sègg’

p’ sègg’ e po’ cantava e ricéva

’uaglió o’ munn’ è comma nu cullègg’

senza cancèll’.. – e dicènn’ chiagnéva

 

’a ggènt’ ‘e cancèll’ ‘e ttèn’ int’a’capa,

pur’ si jèsceno stann’ ‘nzerràt’!..

‘a paùr’ ‘uaglió è nu vèlén’

 

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che ŝcórre che bruči’o’ sàngh’ int’‘e vvén’,

‘mbrògli’ viecchie, ninne e  frìŝc’ ‘nzùràt!..

‘A ‘mmór’ rà luče..tién’l’ ‘ncapa!”

 

                                                                                                                                                                                                      S.D.A. 16 . 3 . 2008

 

 

 


Ecco, questa foto a chi è estraneo al mondo che rappresenta dirà poco emotivamente; sarà letta come puro documento visivo, se ne coglieranno le caratteristiche tecniche, la si stiverà nei repertori della memoria accumulativa e magari verrà buona per il materiale onirico quando meno ci se lo aspetta…

Per me che scrivo   evoca un mondo  dissolto  che mi ha visto bambino… affascinato da   Affonzo o’ cecato  artigiano impagliatore di sedie, attività  che spicciava con straordinaria perizia.

Seduto al centro della piccola corte del palazziello ormai cadente, le maniche rimboccate, la cammisola appesa al chiodo da sedici, fischiettava e intrecciava paglia per le sedie sfondate che gli portavano a riparare… a chi appartiene ‘uaglio?.. e interrogando  ti tastava il viso per fissarne i contorni. Poi se ne usciva con i suoi paraustielli, racconti amari / esaltati di vita vissuta, come a  trasmetterti una traccia, un filo che non doveva andare disperso…

Io stavo ad ascoltarlo affascinato. Ogni volta che potevo mi fermavo ad ascoltane sempre di nuovi, anche quando, per valutarmi  nell’ ingenuità di bambino, mi diceva  dopo aver sputato per terra, mo’ curr uaglio’…vamm’a ‘ccattà ‘doje nazionale…voglio veré si tuorn’ primma ca secca ‘a sputazza! Solo quando tornavo affannato mi domandavo come avrebbe fatto a controllare, e lui  ridacchiando diceva ah, si’ proprio uaglione!… me l’ ‘e ‘a rìcere tu sì s’è seccata!..facendo credito alla mia lealtà.

Insomma, per chi ha fatto a tempo a vivere le estreme propaggini di quel mondo e ha stivato nella  memoria quegli uomini vivi GRANDIOSI FESTEGGIAMENTI IN ONORE DI GESU’ TRASFIGURATO, il libro fotografico di Salvatore Di Vilio assume una plus/valenza affettiva enorme… 139 scatti, ogni luogo, ogni volto  brani di vita.

Ma questo è privato.

 

 

©Salvatore_Di_Vilio_4

Ora voglio provare a dire  perché a mio avviso ha grande valore il libro di DI VILIO, al di là delle imperfezioni tecniche che qualcuno più esperto potrebbe rilevare ( e comunque foto di grande resa, per le condizioni di luce in cui sono state scattate)…

Fine anni Settanta inizio anni Ottanta.


La vita di un paese,con la sua specificità ruota indubbiamente intorno al rito della festa patronale: in ogni civiltà contadina che si rispetti – e che si è innestata sulle tradizioni pagane –  è così.

 

49 GESUMMINA


Questo documento coglie la giornata d’uscita del Salvatore, la questua per le strade del paese per finanziare la festa.  Ma cosa lo rende diverso  dai  documenti consimili?

E’ l’inquadratura, l’occhio attento ed emozionato che sa cogliere l’ orrore, il tumulto d’un mondo in agonia, nell’inconsapevolezza dei  protagonisti :

 

6 MIMI O NINNO

sembra di sentirlo lo strombazzare dei clacson delle 128 e 127, lo spernacchiare del motore della 500 su cui Mimì O’ Ninno – altro personaggio ieratico che si ergeva come un Polifemo davanti all’ enorme  carrale, la botte posta sul carretto di legno dalle gigantesche ruote con cui forniva acqua alla gente dei paesi dintorno – ora arranca con volto smarrito esibendo la cartella con i soldi raccolti, ridotto a mezzobusto in un veicolo non degno di lui…  

sembra di vederlo il tumulto dei bambini sulle grazielle, accodati al corteo tra le note sgangherate della piccola banda…

 

©Salvatore_Di_Vilio2

Osservate, guardate i segni degli anni Settanta e Ottanta che avanzano inesorabili  tra palazzi scrostati e corti in rovina, manifesti sbrindellati e reclames d’un improbabile mondo a venire..

I segni della mutazione antropologica sui visi degli uomini ritratti : i volti/maschera di Mast’Attilio e  Gesummina, icone ilari / dolenti d’un mondo che sta per essere cancellato violentemente ( e non lo sanno!).. i volti rubizzi dei carpentieri e ferraioli portatori per divozione della statua del Trasfigurato, senza sapere che sono loro ad essere i trasfigurati in  atto, anzi gli sfigurati!

E il venditore di palloncini, l’operaio con gli occhialini cerchiati di bianco, che anticipa senza volerlo la moda, l’offerta del club napoli, il guizzare e contare di banconote in vicoli e scorci anch’ essi dissolti, assieme a molti protagonisti ritratti nel gesto…

 

©Salvatore_Di_Vilio3

Muri grondanti storia e passato sorrisi volti – fissi o stralunati nell’ obiettivo – che salutano da un mondo  di lì a poco ingoiato dall’ enorme periferia urbana acefala anonima afasica….

Stringe il cuore vedere il gruppo umano avviarsi col  salvatore sulle spalle nelle campagne di teverolaccio, ora assediate dai miasmi mefitici di liquami indefinibili….

Ancora… il bambino scarmigliato che dalla tendina sembra occhieggiare con immensa malinconia  la caotica scena della foto a fianco : sull’ estrema destra in primo piano il ragazzino che caracolla in graziella; al centro dell’inquadratura –  di spalle – il santo in quel vestito che altri potrebbe giudicare blasfemo ma che è la misura della  divozione  d’un popolo, ora  attorniato dai portatori in riposo, ciascuno isolato nel proprio gesto, così gli altri gruppi  ai due lati dell’inquadratura : ogni persona nella sua postura  asincrona rispetto alle altre.. e la 128 la simca la 126, segnali del mondo nuovo che li sta maciullando…

 

 

128 RUSINA A FRATTAIOLA


E poi i volti giovani degli anni settanta, quel barlume di opposizione che avrebbe provato – partendo da lì – ad arginare il diluvio degli anni a venire…

E Livio Marino Atellano, O’ Compare, la centenaria Rusina ‘a frattaiola e Babbàtutti shakerati nel tumulto del kitsch trionfante…

Grandiosi festeggiamenti in onore di Gesù Trasfigurato, recitava il manifesto/lenzuolo fatto affiggere dal Comitato, annunciando il trash prima del trash…

Le foto di Salvatore Di Vilio colgono la grandiosità di questo tumulto, l’ orrore per il genocidio della cultura d’un popolo spossessato di sé, dell’ identità , per processi nati altrove…

e lo fa con  occhio fotografico intenso, pieno di amore e di pathos, di chi a quel popolo è indissolubilmente legato.

 

 

 

Salvatore DI VILIO

Tutte le foto nel testo sono di Salvatore Di Vilio.

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