Normal
0

14

false
false
false

IT
X-NONE
X-NONE

MicrosoftInternetExplorer4

/* Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:”Tabella normale”;
mso-tstyle-rowband-size:0;
mso-tstyle-colband-size:0;
mso-style-noshow:yes;
mso-style-priority:99;
mso-style-qformat:yes;
mso-style-parent:””;
mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;
mso-para-margin:0cm;
mso-para-margin-bottom:.0001pt;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:11.0pt;
font-family:”Calibri”,”sans-serif”;
mso-ascii-font-family:Calibri;
mso-ascii-theme-font:minor-latin;
mso-fareast-font-family:”Times New Roman”;
mso-fareast-theme-font:minor-fareast;
mso-hansi-font-family:Calibri;
mso-hansi-theme-font:minor-latin;
mso-bidi-font-family:”Times New Roman”;
mso-bidi-theme-font:minor-bidi;}

PIETAS…

 

 PIETAS CALABRESE

                   Orfeo Soldati (da "Lettere da San Rafael")


Pietas, una parola

al capolinea del dolore,

dove il sobbalzo del cuore

ricuce la favola

nell’ultimo respiro,

al fondo del nero,

dietro il vissuto

mai stipato

a sufficienza, dato in pasto

nella leggiadria e nel fasto

alla speranza fuggitiva,

timida e schiva,

divenuta attimo consunto

non sempre attinto

tra le crepe del vuoto

mentre tutto il dopo

coniuga il nulla di noi:

acciaccati eroi

della vita, assetati

di sole, sedati

all’ombra di noi stessi

perché ripiegati e messi

accanto al benevolo fratello

che ci allevia il fardello

dei sensi di colpa ogni notte…

 

GAETANO  CALABRESE

(Poeta errante dell’Irpinia)

 

 

Per gentile concessione dell’autore

 

 federico-federici-ora-prima-2008

 

DA «MONOLOGHI PER ROSA»

 

 

Form-Spirit Transformation, 1918_small

Due costellazioni ha la vita:

la salute e l’amore. Il resto

è inutile rumore.

 

 

                   I

                                                          

Stamattina ho pianto tanto.

Mi sono svegliata verso le tre.

Ho passeggiato nel corridoio come

un fantasma. Prima mi piacevano

questi risvegli notturni, queste

attese e preparazioni all’alba.

Adesso, invece, preferisco le ore

serali. Ieri notte mi sono addormentata

verso le dieci e mezza. Ero stanca.

No, non mi affaticano le visite.

Anzi, mi fanno molto piacere.

Mi tengono su e non mi fanno pensare.

E’ quando sono sola che mi sento

affranta. Con la signora a fianco

abbiamo riempito la camera di lacrime.

Siamo due sventurate. Voi siete i sani,

noi le condannate. Una settimana fa

è cominciato il calvario. Fuori forse

non è cambiato niente.

                                               Per me purtroppo

il cielo ha un’altra luce. Oggi è grigia.

E’ quella che non vorrei per la mia anima.

Il pancreas m’ha fatto questo scherzo.

Ho persino pensato a Chernobyl.

Sono vicina alla macchina del caffè.

Sulla scala c’è un via vai continuo.

Devo star su, collaborare ed essere

coraggiosa. E’ uno sforzo che faccio

volentieri. Lo farò fino all’ultimo.

Hai visto quanta pioggia viene giù?

 

 eclissedisoleinindonesieu3

 

                        II

 

Ho una faccia che sembro una candela.

Ieri pomeriggio la febbre è tornata a salire

ed oggi mi sento molto stanca.

Sono lunga, sdraiata nel letto

debole e sfibrata. Non ho volontà,

sono svuotata. Il male mi sta portando

via tutto. Mi sono lavata a fatica

per pulirmi un po’ come i gatti.

Laura ha dormito con me. Ha pettinato

i capelli che mi restano, stampati

sul cranio come quelli delle bambole.

Quand’è piovuto, alle sette, ero gelata.

Ti stufo, sono sicura. Non posso

disporre più della mia vita. Sono

tutta un ohi-ohi e un continuo dio-dio.

Non dovrei essere così lamentosa.

Tu ascolti, ascolti. Hai ragione: se parlo

e mi sfogo, mi sento un po’ meglio.

Malata grave, ho diritto al lamento.

Adesso leggimi gli ultimi testi

che hai scritto. Sei proprio bravo, grazie.

Una terapia così pesante toglie

la voglia di ricordare e progettare.

Invece, pochi giorni fa ho stirato

e a San Pietro e Paolo ho fatto brillare

i miei occhi di gioia. Tu lo scrivi

e mi tieni il filo della memoria.

Domani posso sperare di vederti?

Avrò un foulard in testa, sarò una

bella campagnola. O campagnola bella…

Canta, canta.

 

 

LUNA 1

 

                        III

 

Stanotte ho fatto un sogno. Ero con te

al Ticino e dovevamo attraversare il fiume.

Il greto sembrava inizialmente secco. Poi arrivavano

ondate d’acqua. Tu mi dicevi: Corri, Rosella, corri!

Io stavo per essere sommersa da un’onda minacciosa

che mi inseguiva.

 

Ti sei salvata alla fine?

 

Sì, forse, sì.

 

 

 

ondaanomalaxx9

 

DONATO SALZARULO

 

(Dal blog comunità provvisoria)

 

Abstract Speed - The Car Has Passed, 1913_small


SONETTO IN SOGNO, DA UNO SCOGLIO

 

 

300px-Tramonto_su_Sant


Il tramonto ha i colori del malva

e del pastello  carico di luce

che danza sulle onde. Ci conduce

a prua, in fondo al giorno; ci salva

 

dalla notte estrema, o dalla calva

linea del passato,  in cui riluce

il tuo riflesso d’ombra. Non induce

perdite il tramonto, ma non salva

 

dalla marea, che monta sulla spiaggia

e poi la inonda, con padre e figlio

soli, sotto la volta delle stelle.

 

Alterazione  e perdita…quelle

le fasi ch’ han l’inconscio per giaciglio,

nave – madre su cui la vita viaggia.

 

300px-Maronti

S. D. A . ,  6 . 1 . 2007

 

 

Annunci

One thought on “

  1. Bellissime poesie,
    Rosa di pietas e di dolore.

    La regina dei vicoli

    Fiore rosso di stelle in cielo napule
    cammina la bambina in vestito marino
    tiene nel mano
    la pioggia inventata
    dentro la bottega
    in una lampadina
    guarda la nave degli uomini
    allontanarsi in un sogno crudo
    di vestito a bradelli
    di capelli bagnati
    la palma nasce in segreto
    per tappare la bocca o le ferita
    nel sole portuario,
    nel va e vieni della bugia,
    regina in una perdita del senso
    mente stampa
    al vicolo profumo di caffè,
    scale di lunga preghiera
    per fare grazia alla bambina
    pazza in cielo scuro di chiesa.

    Non so perché ho scritto questo,
    forse la rosa ammalata, di pietas mi ha portata nella menta di una bambina sconosciuta, o troppo conosciuta, nell’inverno della memoria. Napule accoglie questa memoria, la stampa.

    Un abbraccio a te Saldan.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...