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9 MARZO 1998 – 9 MARZO 2009:

11 ANNI FA LA PARTENZA

DI ANNA MARIA ORTESE

 

TRE  POESIE …

 

ANNA MARIA ORTESE 3Foto dal blog Anna Maria Ortese

in sonno e in vegliadi Giorgio Di Costanzo


C’ ERA UNA STELLA A SERA

 

C’era una stella  a sera

fedele alla finestra nelle tenebre.

Ora più non la vedo.

Amata stella, e dove

naufragasti? Battevi

sopra la mia finestra come un sole;

tremando ti chiamavo

con mesti nomi, e t’ero

amica. Dove andasti? Io dove vado

al crescer della notte, in quali tenebre?

O virgola di luce, e sei finita:

di te mi coglie pena

e della notte mia senza confini.

Domani sparirò. Pur mi piaceva

conversare tra lacrime,contando

con i passati giorni anche i futuri.

Dove andasti cuor mio? Dove, tra l’orride

strade del cielo fuggi?

Assai soave,

incorporea, serena, e non credevi

a questo andare. Sulla mia finestra

amorosa battevi, interrogando.

Ma non so, ma non so dove ci reca

questo cammino, e cosa

ci spinge, a quale scopo

tale fuga; non so dove tu tremi

ora, mia luce, nell’ oscurità.

 

(1934- 36, Da La luna che trascorre, Empiria 1998, apparsa ne Il Porto di Toledo, 1975 Rizzoli Milano, romanzo Adelphi 1998)

 

 

ANNA MARIA ORTESE                                  foto franz haas

 

 

SOTTO IL FLUIRE DELLA GENTE NUOVA…

 

Sotto il fluire della gente nuova

muore di paura il cuore,

sotto il rumore delle armi,

spesso, straniata, l’anima si guarda.

Io ripensando vedo molte cose

ed epoche che eterne

parvero un giorno alla fervente mente

e dolente. Stupisco

di tanto camminare e luce e festa

di giorni, e che non resti

palpito meraviglio.

Il mio viver somiglio

all’ albero che sette primavere

vidi vestirsi, e inverni scolorire

indifferentemente, ed allietato

ora di uccelli,e triste ora nel gelo.

Eppure non anelo

altro stato. Ché un dolce

tremendo flusso mi trasporta via

or  piangente or beata,

ed ora in festa ed ora sotterrata.

Smarritamente gode

talora il mio cuore di far ritorno

nelle mattine pallide di festa

e di colori e d’echi,

certo che nulla rechi

tanta letizia pensierosa a lui

quanto quel dire : io fui,

io vissi, io piansi! E riguardare il sole

meraviglioso dentro gli anni bui.

 

 

(1934- 36, Da La luna che trascorre, Empiria 1998, apparsa ne Il Porto di Toledo, 1975 Rizzoli Milano, romanzo Adelphi 1998 )

 

ANNA MARIA ORTESE 4

                                                         Foto dal blog Anna Maria Ortese

in sonno e in vegliadi Giorgio Di Costanzo


 

IMITAZIONE

(1980)

 

Passa la vita ed è sempre mattina,

niun cresce  né ascolta né comprende,

uomini e donne intenti alla rapina,

ad i lussi, l’ inganno; e si distende

poi la vita nel sonno! Ed è una fiera

tale vita! ed il sole sempre splende

sopra il suo fronte degradato e nera

una nube di assorte aquile attende.

 

(Da Il mio paese è la notte, 1996 Empirìa)

 

 

ANNA MARIA ORTESE 2                                                                  foto franz haas


UN MIO PERSONALE OMAGGIO AD ANNA MARIA ORTESE: UN  SONETTO, UNA SONETTESSA E UN SONETTO RADDOPPIATO E CAUDATO, DOVE –  A MO’ DI CENTONE – SONO CITATE – IN CORSIVO –  LE SUE OPERE  (RACCONTI, ROMANZI, POESIE). PER CHI VOLESSE LEGGERE QUESTA GRANDE SCRITTRICE.  PER SAPERNE DI PIU’ RIMANDO AL BLOG “ANNA MARIA ORTESE –IN SONNO E IN VEGLIA” DI GIORGIO DI COSTANZO. SEGNALO INOLTRE LA BIOGRAFIA DI

LUCA CLERICI  “APPARIZIONE E VISIONE. VITA E OPERE DI ANNA MARIA ORTESE”, MONDADORI 2002.

 

 

ANNA MARIA ORTESE                                                               foto franz haas


 

OGGI TI METTI GL’OCCHIALI, E VEDI

 

 

ad Anna Maria Ortese

 

 

Oggi ti metti gl’occhiali, e vedi

le cose belle (?) del mondo; corredi

il tuo viso rotondo d’una luce

che dirada la nebbia e seduce!..

 

Ma cos’è quell’alone che riduce

i contorni alle cose e t’induce

ad aguzzare la vista?..Procedi

tra cumuli e pile, ma incedi

 

a tentoni stavolta, e sconvolta

dai fumi, dai fuochi della rivolta,

ma cenci, miserie e macerie..carta

 

di sfondo è quello che vedi, marta

d’umiliata ragione, sei la sarta

d’un lazzaro che nessuno più ascolta..

 

 

S. D. A. , 7 . 3 . 2008

 

 

 zafferano31gennaioore16be8

                                                                     foto georgiamada


 

MA SE QUESTO E’ IL CORPO CELESTE

 

 

Bricolage per Anna Maria Ortese,

in memoriam

 

 

 

Ma se questo è il corpo celeste

ch’ abbiam toccato in sonno e in veglia,

gli angelici dolori, le feste

ch’abbiam tenuto e dato son la sveglia

 

che l’iguana solo intende. L’ infanta

sepolta –una volta vanto e onore

della città distrutta – è una santa

ormai dimenticata. Ma il cuore

 

batte ancora. Alonso e i visionari

approdano al porto di Toledo

devoti, con l’ardor dei missionari

ch’ hanno solo i salmi per corredo…

 

Ma sì, il mare non bagna Napoli,

quel che vediamo è sfondo, passato

che non fu, che non è stato. Napoli

 

piange : è un cardillo addolorato

quel monaciello sulle sue rovine,

noi le fiabe andate, la sua fine.

 

 

 

S. D. A. , 8 . 3 . 2008

 

 

 

zafferano12febbraioore1jx6

                                                                              foto georgiamada


 

SE DUNQUE C’E’ SILENZIO A MILANO

 


Ad Anna Maria Ortese, in memoriam

 


Se dunque c’è silenzio a Milano,

dov’è il silenzio della ragione

dei poveri e semplici, la mano

dei quali nessuno stringe, l’alone

 

grigio, la lente scura che dipinge

la luna sul muro? Dov’è l’armonia

segreta delle cose, che non stinge

negli estivi terrori, nella follìa?

 

Il senso pieno del mondo, del mondo

fatto da Dio, col vento, il sole,

il mare pulito, grande, profondo

d’azzurrità e silenzio, che suole

 

salutare la luna che trascorre

per magico realismo, dove il tempo

è un altro, un treno russo che corre

nella steppa, e al di qua del tempo?..

 

I giorni del cielo sono il cappello

piumato d’un esule in trappola

(per ingenuità, per amore, bello

di luce di fiore che si spappola!)

 

Lo so, il mio paese è la notte;

siedo alla finestra e la sera

prende possesso del viale, con frotte

di labrène a renderla più nera..

 

Ed io piango la morte del folletto,

il mormorio di Parigi e gli occhi

dove brilla, dolcissimo d’ombretto,

l’azzurro della sera, senza blocchi!..

 

Solo questo dico: la vita a onde

che ci muove, c’ammalia, ci confonde..

 

 

S. D. A.  , 10 . 3 . 2008

 

mimosajpg                                            foto georgiamada

 

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3 thoughts on “

  1. Grazie, grazie, grazie. Sei davvero gentile.
    Una precisazione: “Il porto di Toledo”, Rizzoli, Milano 1975; Adelphi, Milano 1998.

  2. 23 aprile 2009
    Napoli, Goethe Institut, ore 18,30
    “Strane coppie”:
    Anna Maria Ortese
    Ingeborg Bachmann
    con
    Franz Haas
    (“Il Cardillo addolorato”)
    e
    Maria Attanasio
    (“Il caso Franza”)

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