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Al teatro Maria Guerrero.

 

I MAGIC PEOPLE DI MONTESANO IN  SCENA A MADRID FINO AL 3 MAGGIO.

 

MAGIC PEOPLE 4


Un altro riconoscimento internazionale per lo scrittore Giuseppe Montesano. Magic People, la pièce teatrale tratta dal romanzo pubblicato da Feltrinelli nel 2005  rappresentata  a Napoli, Roma e altre città italiane  quest’inverno,  ad opera di Teatri Uniti, è in palcoscenico a Madrid dal 26 marzo al 3 maggio al Teatro Maria Guerrero, a cura del Centro Dramàtico Nacional.

La ricerca narrativa di Montesano è orientata di recente verso le forme e i linguaggi del popolare, inaugurata con la  rubrica del sabato su IL MATTINO e riassunta in MAGIC PEOPLE, il fortunato romanzo Feltrinelli, dove il signor G. era alle prese con un singolare “condominio” popolato da personaggi “strani”  alle prese con le assurdità della vita quotidiana; e  prosegue ogni sabato con  Mr. Blog, dove le schermate di una divertente e sulfurea chat ci presentano quegli stessi Magic People in versione elettronica, sempre più alle prese con le mutazioni del post moderno.

Montesano si cimenta con l’assurdo di vite senza storia con tocco leggero e grottesco,  cede volentieri la scena ai Ciro Vittima, i Titò, i Lallo, le Cinzie di turno alle prese con velleità di grandeur da reality show sospese tra vicolo e cambiali, viaggi alle Lampados e week end virtuali, in un crescendo comico-grottesco degno della migliore tradizione del teatro delle maschere atellane; così il vanaglorioso, lo sciocco, il furbo sagace e il piacione diventano i moderni eroi del quotidiano a cui lo scrittore cede volentieri la scena; ce li sciorina sotto gli occhi per quello che sono…anzi, per quello che siamo. Sì, perché quelli che vediamo agitarsi in un falso movimento vitalistico sono proprio nostri fratelli …gemelli .

Su ride e un  po’ si riflette, magari con l’impulso di  trasformare quella risata in un ghigno amaro, guardandoci nello specchio di personaggi che si agitano sotto gli occhi nostri e quelli amari e disillusi di Mister Blog o del Signor G. che presta loro la scena.

 

 

 

montesano

Qui di seguito il reportage de IL MATTINO, Il giornale dello spettacolo.it  e la presentazione madrilena.

 

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LA SCENA SENZA CONFINI

Risate e applausi in Spagna per lo spettacolo coprodotto da Teatri Uniti. Lo scrittore: «Scongiurato il bozzettismo»

 

NAPOLI  ESPORTA A MADRID

IL SUO MAGIC PEOPLE

 

 

Successo della pièce di Montesano

 

 

magicpeopleshow_foto_antoniosuarez_6h

 

Il direttore del Centro Dramàtico Nacional: «Eduardo? Un autore quasi nostro»

 

 

Enrico Fiore Madrid.

 

«È come un gioco di specchi. Perché, se non fosse stato tradotto in napoletano il mio “Plou a Barcelona”, io non avrei potuto interpretare questo “Magic People Show”. Si potrebbe parlare anche di una specie di transfert».

Pau Miró sta vivendo – da spagnolo, anzi da catalano – un’avventura piuttosto singolare. Prima, come autore, è stato per l’appunto tradotto in napoletano da Enrico Ianniello (il suo «Plou a Barcelona» divenne «Chiòve») e interpretato, per la regia di Francesco Saponaro, dallo stesso Ianniello, da Chiara Baffi e da Giovanni Ludeno; e adesso, come attore, interpreta – al fianco ancora di Ianniello, di Tony Laudadio e di Luciano Saltarelli – la versione spagnola di «Magic People Show», ricavato dal romanzo («Magic People») di un autore napoletano, Giuseppe Montesano, tradotto da Jordi Galcerán, a sua volta autore del gettonatissimo (in mezzo mondo) «Il metodo Grönholm».

 

 

MAGIP PEOPLE SHOW 2

L’evento – coprodotto da Teatri Uniti, che già aveva allestito la versione italiana di «Magic People Show» (fra gli interpreti c’era anche Andrea Renzi), e dal Centro Dramático Nacional, in pratica l’Eti spagnolo – è in scena fino al 3 maggio al teatro María Guerrero di Madrid.

E proprio il direttore del Centro Dramático Nacional, Gerardo Vera, fa eco a Miró: «Sì, sono molto vicine la Spagna e Napoli. Ma è una vicinanza di tipo emozionale piuttosto che intellettuale. Del resto, abbiamo qui una forma di spettacolo popolare, il “sainete”, che somiglia moltissimo al vostro avanspettacolo. E per quanto mi riguarda personalmente, aggiungo che da sempre sogno di mettere in scena la “Napoli milionaria!” di De Filippo. Giacché, davvero, in Spagna Eduardo lo sentiamo come un autore nostro. “Filumena Marturano”, tanto per dire, quasi non avrebbe bisogno di essere tradotta: di donne identiche ne trovi in qualsiasi strada di Madrid o di Siviglia».

 

 

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In proposito, si potrebbe osservare anche che il nostro teatro delle guarattelle richiama in maniera evidente il «bululu», una forma spagnola di teatro di strada che affonda le radici nelle feste religiose medievali.

Ma veniamo adesso allo spettacolo in scena al María Guerrero. E ricordiamo, in breve, che siamo in un condominio – metafora di Napoli e, più in generale, dell’Italia – che accoglie un nutrito campionario di «mostri»: quelli partoriti dal consumismo, dalla corruzione morale e politica, dalla televisione, dalla pubblicità e, insomma, dall’ebete-beata società post-capitalistica o post-moderna che blaterar si voglia.

 

 

 

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Ebbene, il grande merito del «Magic People Show» presentato a Madrid sta nel fatto che, invece di procedere a un banale (e, per forza di cose, maldestro) adattamento, trapianta nella lingua spagnola tutta l’espressività napoletana. Lope de Vega alla maniera di Trottolino.

E questo da un lato evita (lo notava con soddisfazione lo stesso Montesano) il rischio del bozzettismo naturalistico e, dall’altro, fa esplodere una comicità che via via diventa addirittura irresistibile.

Pensate, tanto per fare un esempio, al corto circuito che si determina fra lo stillicidio di quel «dotto’, dotto’, dotto’», l’accento andaluso e, soprattutto, l’adozione qua e là del «pijo», il modo di parlare (si direbbe tra il sofisticato e il tamarro) in uso, qui, presso una molto presunta e altrettanto presuntuosa «upper class».

 

 

 

 

MAGIC PEOPLE SHOW

Le risate non si contano: perché bravissimi, si capisce, sono Ianniello, Laudadio, Saltarelli e Miró nel ruolo del Dottor G., ovvero Montesano. Al termine ci siamo ritrovati tutti nel mitico Café Gijón, seduti agli stessi tavolini su cui scriveva García Lorca.

E sul muro una targa: «Aquí vendió tabaco y vió pasar la vida / Alfonso / cerillero y anarquista (Qui vendette tabacco e vide passare la vita / Alfonso / fiammiferaio e anarchico)». È la targa che fecero apporre i suoi amici.

Io ho pensato ancora una volta a Napoli. E che quell’Alfonso ubriaco di vita avrebbe potuto benissimo accompagnarsi agli «zingari» di Viviani.

 

Da IL MATTINO Sabato 4 Aprile 2009 pagina 29.

MAGIP PEOPLE 5

In scena a Madrid il "Magic People Show"

 

     

 


MAGIP PEOPLE 6

 

MADRID – 25 MARZO – Annunciata la presenza del Ministro della Cultura Spagnolo, César Antonio Molina, alla “prima” a Madrid di “Magic People Show” (foto, i protagonisti) di Giuseppe Montesano. In scena al Teatro Maria Guerrero, da giovedì 26 marzo (repliche fino al prossimo 3 maggio 2009), l’allestimento è frutto di un originale forma di coproduzione fra il Ministerio de Cultura de Espana, attraverso il Centro Dramatico Nacional, e Teatri Uniti di Napoli.


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Il feroce ritratto dell’Italia contemporanea, nella versione in lingua spagnola di Jordi Galceran (autore del successo planetario di “El metodo Gronholm”) vedrà in scena tre interpreti napoletani del cast originale, Enrico Ianniello, Tony Laudadio e Luciano Saltarelli affiancati da Pau Mirò (autore di “Plou a Barcelona”, rappresentato in Italia e a Parigi con il titolo “Chiove”, nella versione napoletana di Enrico Ianniello diretta da Francesco Saponaro).


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“Magic People Show”, restituisce, nella furia del grottesco e nella violenza del paradosso, lo sfascio sociale, la deriva morale, l’esausta tolleranza di un popolo formato da sudditi della televisione, consumatori globali, schiavi della pubblicità, venditori di spiagge e di aria, risanatori dell’economia nazionale, in un compendio estremamente lucido, quanto disarmante, delle possibili tipologie umane del nostro tempo. In scena si rivelano i mostri e le storie di un brulicante condominio, un universo comico e concentrazionario, dove tutto è ed accade al contrario. “Un mondo – sottolinea l’autore Giuseppe Montesano – dove quelli che rubano sono padri e mariti felici e quelli che non rubano sono denunciati dai figli; dove i ricchi, che diventano ricchi vessando i poveri, sono adorati dai poveri vessati che li ringraziano; dove chi è per la legalità viene arrestato e chi è contro la legalità diventa un idolo del popolo; dove chi non si lascia corrompere è un venduto e un bugiardo, e chi si vende è un genio e un santo”.


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Ritratto di un’Italia ridotta a un rissosissimo condominio sovraffollato, sempre più degradata dalla politica e dal mediatico scatenato dei suoi governanti, e di un popolo che, perdute le caratteristiche impresse da secoli di civiltà, diventa simile a tutto il peggio del mondo occidentale. “In questo senso – aggiunge Montesano – lo spettacolo intende mostrare a tutto l’Occidente liberale, civile e democratico, come si possa sprofondare lentamente nella colla della menzogna e smettere di essere liberali, civili e democratici”.

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In scena quattro attori su un tavolino da salotto, gomito a gomito come sardine in una scatola mentale, per ricreare sia la sensazione della mancanza di spazio interiore del condominio coatto, che per restituire il senso di nevrotico sovraffollamento del condominio globale. A loro il compito di dare vita al pullulare comico di personaggi demenziali, “lasciati liberi di sproloquiare ed esprimersi in tutta la loro ridicola e ripugnante miseria, per poter comprendere appieno che diventare disumani, cretini, servi e morti in vita non è normale, e, per fortuna, non tutti lo fanno”. 

 

Da GIORNALE DELLO SPETTACOLO.IT

 

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MAGIC PEOPLE , Il Romanzo, Feltrinelli, Collana I NARRATORI pagine  136 € 10,40  Anno 2005

 

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Immaginate un condominio, un condominio molto sui generis, che si allarga o si restringe, che è un palazzo con tanto di portiere, che è un quartiere (ma debordante), che è una città (con molti elementi partenopei) e finisce per ospitare tutta la sgangherata Italia dell’ultimo decennio. Montesano procede per tipologie chiamando all’appello il suddito televisivo, il consumatore globale, l’uomo medio assoluto, lo schiavo della pubblicità, e poi i risanatori dell’economia nazionale, i venditori di lavoro, i venditori di spiagge… Il libro prende le mosse dalla collaborazione dell’autore con "Il Mattino" su cui molti di questi severi (ma anche divertiti) esercizi di satira sociale hanno trovato una prima forma e una prima sede.

 

 

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Magic People Show

 

de Giuseppe Montesano

Con un ritmo vertiginoso de comedia negra, Giuseppe Montesano interpela al súbdito televisivo, al consumidor global, al hombre medio absoluto, al esclavo de la publicidad y también a los salvadores de la economía del país, a los vendedores de playas, a los que venden el aire que respiramos y a los vendedores y compradores de almas.




16_1 Un cómico, feroz y colorido espectáculo pop, donde los actores descubren los pliegues de una modernidad lívida y terrible, donde el calor es asfixiante y los apagones continuos.

El ritmo aumenta mezclando ópera bufa y drama hasta descubrir el hormiguero de este show posmoderno en el que vive un Pueblo Mágico compuesto por ridículos monstruos drogados por el sueño del dinero, prisioneros que se creen libres, hedonistas que han enterrado la pasión y el amor.

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Una hilarante y trágica novela teatral de la Italia enferma de estos últimos años.

Traducción
Jordi Galcerán

Vestuario
Laurianne Scimemi

Iluminación
Lucio Sabatino

Sonido
Daghi Rondanini

Dramatización
Giuseppe Montesano

Fotos
Antonio Suárez

Vídeo-Clip
Paz Producciones

Diseño de cartel
Sean Mackaoui Isidro Ferrer

Coproducción
Centro Dramático Nacional y Teatri Uniti

MAGIC PEOPLE 4Su Youtube  ampio video di Magic People Show

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2 thoughts on “

  1. Benissimo, complimenti sinceri e forti a Pino Montesano e grazie a te gentile Saldan! Conosco e seguo la scrittura di Pino e nella “vita menzognera” ora il comico-grottesco delle quotidianità napoletane. Una scrittura che tiene e che con tenacità avvolge le ore dei nostri tempi concitati da tanti condizionamenti. Apparenti luoghi comuni situazionali con la “verve” dei dialoghi e la scrittura nello scrittore che ci regala spaccati di sceneggiatura, dove il sorriso diventa pensiero riflessivo.
    Auguroni e un saluto affettuoso a tutti, Gaetano Calabrese dall’Irpinia.

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