IL SILENZIO DELL’ ABRUZZO
 

rovine

Era il sentiero dentro le rovine
 
una ragazza con lo zaino
davanti l’orizzonte alto della nonna
la mano vecchia e dolce
il paesaggio di neve
il freddo conosciuto
la terra disubbidiente
la casa ferma nel ricordo
tutto fatto con le mani
il sudore il sogno di una vita tranquilla
sospesa tra il cielo e lo spicchio di un albero.

La ragazza ascolta l’immenso silenzio 
da un altro tempo, prima del terremoto
dentro lo scricchiolio lo stridio le cicale e la morte
il frinire della morte.

Una cicatrice ha separato la sua mente
dentro/ fuori.

In TV le immagini
di corpi schiantati sotto la polvere le pietre
una mano si alza verso la montagna
 
poi altre immagini
la crisi del mondo si stende come cimento
come feretro.

Una ragazza cammina
vede la nonna che trema di freddo e di paura.
Piange davanti alla casa.

mani

véronique vergé

 

 

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