POESIA AL FEMMINILE
 
 
 
 
ANTONELLA ANEDDA ,
LA POESIA COME MEMORIA
 
 

Anedda

 
 
 

 Ha pubblicato le raccolte di poesie "Residenze invernali" (1992), "Notti di pace occidentale" (1999) e "Il catalogo della gioia" (2003); i saggi "Cosa sono gli anni" (1997), "La luce delle cose" (2000) e il libro di traduzioni "Nomi distanti" (1998). Di Philippe Jaccottet ha curato il volume "La parola Russia" (2004). Tre stazioni (2003), Lietocolle; Dal balcone del corpo (2007), Mondadori; La vita dei dettagli (2009) Donzelli. E’ tradotta anche all’estero, in inglese, francese, tedesco, spagnolo, svedese.
Antonella Anedda, nata a Roma,ma di origine sarda, lavora presso l’Università di Siena-Arezzo, dove si occupa di mediazione linguistica. Ha collaborato per varie riviste e giornali come Il Manifesto, Linea d’ombra, Nuovi Argomenti.
 
 
oleandro_rosso

 

 

QUELLO CHE DELL’AMORE RESTA


Molto era in quell’alba, in quell’albergo, nella carta
che mostrava l’acqua dura del muro e del soffitto.
Tutto, forse il senso del mondo, era nel singhiozzo di lei
con la nuca che batteva contro il letto
e nel gesto di lui
che le avvolgeva i seni nel lenzuolo.
Fuori cresceva il giorno
innaturale, come lo stelo di ferro della lampada
scosso a lungo con ira quando il corpo dell’altro era più solo.
 
 

dal balcone del corpo

 

ANABASI

parve opportuno inoltrarsi verso l’interno…

1, Alberi

Attraversati dal vento, sotto le nuvole, nel mattino scuro. Da un mese sono nudi, grigi, sufficienti a se stessi. Cammino sotto i rami: c’è un crepitio segreto: i pensieri, i capelli, l’unghia di un sentimento a metà staccato: spina che si prepara, che naviga veloce dentro il sangue.

2, Sere, case.

Sera e non ancora notte con una striscia di rosso sulle case.
Casa lucente, azzurra nel tepore che ci accoglie con le posate scosse come campane liete.
Sera e quasi notte, solo un’ostia di luce sulle case.
Ancora un riverbero e da una conca di tepore il lungo lamento di una voce, il tamburo di un corpo contro una parete, una guerra, un dolore, una richiesta
e fuori lo stesso giardino profumato, la magnifica notte.

3, Alba

C’è un autobus che ruota sulla sabbia infuocata. Ci sono l’azzurro-grigio dei vapori, l’azzurro-nero dei cipressi, la nave che dal porto si allontana e brucia gli scogli contro i fianchi. Entroterra e orizzonte.
Un cuore di vigneti, il mare di pietra, una fiammata di ulivi, un’onda immobile.

4, Ossa

Mani sul balcone: sangue che la stretta sulla ringhiera sbianca, minuscole fratture. Seni senza scheletro, capezzoli ciechi
loro lungo buio.
Oggi ogni parola è aria:
la morte ascende al cielo: una foglia di alloro
solo, più staccata di altre, senza più nervature.
5, Occhi,ospedale

Fanali davanti un palazzo a sei piani ocra e nero con una croce sul tetto.
A volte i malati guardano le macchine, in vestaglia, in pigiama
a volte leggermente bendati.
Nei loro corpi c’è una gloria sottile.

A.ANEDDA 1

 
 
 UNA SERA D’INVERNO IN CITTA’
 

Ora ha smesso di piovere. Dalla finestra il mondo è a gocce:
un viso senza naso, occhi, labbra. Solo queste minute lacrime
sugli alberi e le case. Una in particolare si rischiara
dove qualcuno piange sulla sua poltrona
composto, fermo solo incerto se la casa somigli
a quelle che abitò in passato e che confonde.
Non è di nostalgia che piange, ma per il peso intero
della pioggia, come se lui fosse il tetto
che sopporta e si scrosta.
Come se l’intero palazzo, gonfio di acqua e pietra
rivelasse un’offesa.
Una creatura può crucciarsi per questo, passare sveglia la notte
o replicare nel sogno la desolazione. Essere in un burrone.
Stare lì tra la terra, nella pioggia che viene.
 
(Tratte da IL CATALOGO DELLA GIOIA, Donzelli 2003)
 
 
…….continua)
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One thought on “

  1. Caro Saldan,
    scuserai l’invadenza,
    ma è davvero un avvenimento speciale
    che desidero segnalare a te e ai lettori.
    Grazie.
    gdc:
    Martedì 17 novembre 2009
    ore 11 (in replica alle 23)
    su www. radiotreccia. it
    Gli insetti preferiscono
    le ortiche.
    Donne in poesia.
    (24)
    A cura di gdc e Maria D’Ascia
    SPECIALE
    IN DIRETTA
    DA MILANO
    intervista – lettura
    di
                       (foto di Domenico Di Raco)

    Chandra
    Livia Candiani

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