CASTALDIANA
 
 
 
LA NOIA DI SCRIVERE
 
di Natàlia Castaldi

andrew-wyeth-up_in_the_studio

 
 
 

Andrew Wyeth – Up in the Studio

 

 

 

Abbiamo avuto il nostro penoso tramonto,
la ruggine delle foglie,
la noia delle primavere quando invadono l’inverno,
i silenzi della notte
e tutto qui per noi
a sobillarci la stoltezza di scrivere prolissità
nella pronunzia sorda del vento
impigliato ai denti aguzzi delle stelle
quando, lento, rimastica le ottuse ipocondrie del giorno

-        Vedrai, anche questa funesta pagina di male
         si scioglierà nei giardini segreti degli istinti
         ove soggiacendo oltre ogni logico volere
         guariremo nel libarci alla fonte dell’inganno
-        Oh mia scure!
         Famelica lama abbatti il mio tronco
         fino al battesimale incontro
         delle vene al cuore
         e che non ammetta il minimo dubbio
         riguardo la rotondità della terra
         ed al vagare risucchiati dal suo ventre di legenda
         come mesta novella sul divagare delle cose,
         come fosse tutto puerile invenzione dell’arte,
         come se un platonico sussulto
         potesse rendere giustizia alla monotonia del verso
Non senso:
penuria di parole alla penna digiuna d’argomenti
Senti la ruggine mangiare i corpi, le lamiere, le giunture?
È anch’essa noia nelle cose inanimate
e fuori tutto è fermo nel suo ferruginoso aspetto,
- almeno piovesse.
 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 Mangiare poesia
 
 
 
 
 
 
 

OMAGGIO A ERNESTO TRECCANI

 
 
 
ERNESTO  TRECCANI
(26 AGOSTO 192027 NOVEMBRE 2009)
 
 
 

ERNESTO TRECCANI 1

 

 

Che cosa ridicola

il nostro passaggio
sulla terra
quanti lampi d’ingegno
smisurato orgoglio
fatiche
e un semplice
atto d’amore
 
 

ERNESTO TRECCANI 2

 

Non mi chiedere

di farti morire
noi siamo terreni
il volo ci tiene
legati
a questa nostra
terra
la tua parvenza
lo so
in me
s’incarna
qui
Non nel cielo
che ci separa
 
Ascolti
nel buio fantasmi
altri giardini
ci inseguono
per tenerci per mano
non mi chiedere
di farti morire
la mia scelta di vivere
ci riguarda entrambi
 
A tenerci per mano
camminiamo leggeri
su questa terra
è il nostro giardino
se una rosa ti punge
tuo è il sangue
non della rosa
camminiamo leggeri
nel nostro giardino
 

ERNESTO TRECCANI 3

 
 

Se vuoi dipingere

il bianco
non pensare al bianco
pensa alle margherite
stelle della terra
 
ERNESTO TRECCANI 4

 
 

A Potenza un vento antico

vibra tra alberi e luna.
Solo
lo ascolto
e mi sembra un’isola
questa vallata concava
coperta di grano verde.
Sui tornanti
verso ignoti paesi
s’inerpica il cavaliere
contadino
povero
solitario arnese
di un mondo finito.
E tu
che parli di socialismo
passi veloce
senza tendergli la mano.
Solo ti sostiene
l’amore che porterai nella tomba.
 
 
Grazie a Giorgio Di Costanzo per averlo ricordato.
 
(Dal Blog http:// Anna Maria Ortese In sonno e in veglia.splinder.com)
 
 

Tutte le foto  di Ernesto Treccani sono tratte dal blog

 “Anna Maria Ortese In sonno e in veglia"

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3 thoughts on “

  1.  Dolce Natàlia, ho letto una poesia che parla alla mia anima,
    in un giardino dove la parola divenat piante, dove il vento ha una
    dolcezza cupa. la scrittura come lama in rosaio selvatico.

    Bellissima poesia.

    Veronica

    Quando incontro il volto di Ernesto, mi rammento il volto del mio padre,
    modellato a una natura che scompare, una natura fatta di silenzio, di saggezza della terra. E’ una poesia venuta della vita semplice, con
    la bellezza sotto gli occhi, quando si dà il miracolo di vedere il mondo, veramente, quando si dà il tempo per vedere veramente una rosa, una pietra.

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