SONETTI :
OMAGGIO A UN MAESTRO
DI STILE E DI MANIERA
 
STANOTTE
 

di David Ramanzini (Anfiosso)
 

berma_s

 

 


E invece non è andata manco male;

Ho scorto un libro sopra il Kircher, via
Po, l’unica o quasi libreria
Aperta a mezzanotte; sempre uguale
 
Ha segnato il termometro, e il natale
Di Mitra ora è canuto. Su una scia
D’estranei geli ho fatto in ferrovia
Viaggio, andata e ritorno. Un’amicale
 
Sala d’aspetto ora (le 3.00) m’accoglie.
Domani fuggirò, a cercare ajuto,
O nulla, purché in non già note soglie.
 
Tutta sera ho rimpianto il più diruto
Buco in cui riparare. Mi distoglie
Dall’idea, qui, il tepore, e un sonno bruto.
 
 
22 Dicembre 2009

 
gilberte_narrateur_s

 
Annunci


TROPO, TROPAICO, TROPISMO:
SONETTO ENTROPICO
 
Una nota di Saldan
 
 

ASSE MEDIANO 3

 

 
 
 

Tropo, dal greco τρόπος (tròpos), che trae origine dal verbo τρήπειν (trépein), voltare e dunque volgimento verso altra via. Linguisticamente parlando, quella figura retorica con la quale si muta o si estende il significato di una parola o di una espressione o di un componimento (sonetto, nel caso). Per traslato, secondo la filosofia scettica, un qualsiasi modo attraverso il quale si perviene alla sospensione del giudizio e, in musicologia, tono, nota alla base nel sistema massimo delle sue trasposizioni, specie nell’antica musica greca. E infine, sempre per traslato, il tropo o tropismo, è quella tendenza a svolgere  in determinati modi o ad assumere determinate direzioni o caratteristiche , rispetto a uno stato originario, aggiungo io.

 
Insomma il sonetto/tropo, nei contenuti e nella forma, come la quintessenza proteiforme del cambiamento e del suo contrario: ma anche il tono, la nota che sta alla base del sistema massimo delle sue trasposizioni o cambiamenti, nel caso del sonetto qui sotto, tre. Ma potrebbero esservene ancora altre, chissà. E, perché no, a stare al tantrismo indù o buddista, un sonetto/màndala,nel senso di un disegno di varie forme che rappresenta simbolicamente il cosmo e , aggiungo io, la sospensione del giudizio da parte del parlante/narratore.
 
Ancora per traslato, non di meno un sonetto/epifenomeno, nel senso di forma accessoria della manifestazione principale del pensiero poetico così come ribollente nel caos originario della prima creatività intesa come principale, forma accessoria senza che peraltro ne alteri lo sviluppo.
 
Come volevasi…nomenclare. Ma, pur giacendo sottovetro, il metro piange ancora.
 
 Buona lettura! 
 
 CHANGE THE WORLD

 

 
 
 

(Dal blog http:// kuppotto.splinder.com)
 

 
TROPO
 
di Kuppotto
 
avviene, per ogni trasformazione,
l’aumento massimo dell’ entropia,
mi fanno sapere dalla regìa:
dovrò rinunciare ad ogni azione!

Nietzsche stima buddha, non il buddismo.
io stimo nietzsche,i quattordicenni,
gli azzardatori sempre indenni,
ed ogni elleno esoterismo.

È neve o nevischio?
fin a dove giunge il fenomeno?
sogno, oppure me ne infischio?

grossi passi avanti verso meno
infinito e oltre, grosso rischio
accelerar senza aver il freno.
 
CHANGE THE WORLD

 

venerdì, 25 dicembre 2009
caparezza rispose: è gia tanto se mi cambio le mutande).
 

FAVOLA AMARA DI UN  GIUDICE ISTRUTTORE CHE SA COME VANNO
LE COSE

di Anonimo Lombardo (da Arcoiris, qui)

AUGURI FABBRICHE GRANDE

 

(Dedicato al Ministro MARONI e a tutti i leghisti e razzisti del White Christmas)

25 dicembre 2009: “Trovato neonato in una stalla. La polizia e i servizi sociali indagano. Arrestati un falegname e una minorenne”. L’allarme è scattato nelle prime ore del mattino grazie alla segnalazione di un comune cittadino (obbediente all’invito del ministro Maroni): aveva scoperto una famiglia accampata in una stalla. Al loro arrivo gli agenti di polizia, accompagnati da assistenti sociali, si sono trovati di fronte ad un neonato avvolto in uno scialle e depositato in una mangiatoia dalla madre extracomunitaria, tale Maria H. di Nazareth, appena quattordicenne.

Al tentativo della polizia e degli operatori sociali di far salire la madre e il bambino sui mezzi delle forze dell’ordine, un uomo, successivamente identificato come Giuseppe H di Nazareth, ha opposto resistenza spalleggiato da alcuni pastori e tre stranieri presenti sul posto. Sia Giuseppe H. che i tre stranieri, risultati sprovvisti di documenti di identificazione e permesso di soggiorno, sono stati tratti in arresto.

L’Ufficio Stranieri della Questura e la Guardia di Finanza stanno indagando per scoprire il paese di provenienza dei tre clandestini. Secondo fonti di polizia i tre potrebbero essere spacciatori internazionali, dato che sono stati trovati in possesso di un ingente quantitativo di oro e di sostanze presumibilmente illecite. Nel corso del primo interrogatorio gli arrestati hanno riferito di agire in nome di Dio per cui non si escludono legami con Al Qaeda. Le sostanze chimiche rinvenute sono state inviate al laboratorio per le analisi. La polizia mantiene uno stretto riserbo sul luogo in cui è stato portato il neonato. Si prevedono indagini lunghe e difficili.

Un breve comunicato stampa dei servizi sociali, diffuso in mattinata, si limita a rilevare che il padre del bambino è un adulto di mezza età, mentre la madre è ancora adolescente. Gli operatori si sono messi in contatto con le autorità di Nazareth per scoprire quale sia il rapporto tra i due e se la loro lontananza dal luogo di residenza abituale possa nascondere rapimento o plagio. Nel frattempo Maria H. è stata ricoverata all’ospedale e sottoposta a visite cliniche e psichiatriche. Sul suo capo pende l’accusa di maltrattamento e tentativo di abbandono di minore. Gli inquirenti nutrono dubbi sullo stato di salute mentale della donna la quale afferma di essere ancora vergine e di aver partorito il figlio di Dio.

Il primario del reparto di Igiene Mentale ha dichiarato oggi in conferenza stampa: “Non sta certo a me dire alla gente a cosa deve credere, ma se le convinzioni di una persona mettono a repentaglio – come in questo caso – la vita di un neonato, allora la persona in questione rappresenta un rischio sociale. Il fatto che sul posto siano state rinvenute sostanze stupefacenti non ancora consuete al nostro mercato clandestino, non migliora il quadro. Sono comunque certo che, se sottoposte ad adeguata terapia per uno due o tre anni – solo i progressi determineranno la durata della cura – le persone coinvolte, compresi i tre trafficanti di droga, potranno essere reinseriti a pieno titolo nella società. Le autorità competenti decideranno se espellerli con foglio di via obbligatorio o accettare la loro eventuale richiesta di permesso di soggiorno. Ma questo esula da ogni mia responsabilità professionale”.

Pochi minuti fa si è sparsa la voce che anche i contadini presenti nella stalla vengono sospettati di essere consumatori abituali di sostanze stupefacenti. Il loro alibi non ha retto ai primi controlli. Sostengono di essere stati costretti a recarsi nella stalla da una persona di alta statura con addosso una lunga veste bianca e due ali sulla schiena (?). Avrebbe loro imposto di festeggiare il neonato. Il portavoce della sezione antidroga della questura ha così commentato: “Gli effetti di certe sostanze a volte sono imprevedibili, ma si tratta della scusa più assurda mai messa a verbale negli interrogatori di tossicodipendenti”.


(postato da Marco Rovelli su Nazione Indiana il 25 dicembre 2009)

IL PICCOLO, MALEDETTO,

DISCRETO "BATTERISTA"*
E CHI, SENNO’?
 
 
 
 *titolo honoris causa scelto dall’autore, il quale si dissocia dagli auguri natalizi, cosa fin troppo retorica a suo dire -e come dissentire?
ma un po’ di retorca- e ironia- non guasta. Invitiamo il giovane autore ad osservare attentamente la foto di Di Vilio: dai
Tempi Moderni di Chaplin non mi pare sia poi cambiato molto, circa la nostra condizione di pedine d’ingranaggio….un po’ d auguri, dunque….

 

(Versione apocrifa)

AUGURI FABBRICHE GRANDE

 

(Foto Salvatore Di Vilio, dalla mostra FABBRICHE 1991-2006)

avviene, per ogni trasformazione,

un aumento massimo dell’ entropia;
me lo fanno sapere dalla regìa:
dovrò rinunciare ad ogni azione!

Nietzsche stima Buddha, non il buddismo,
io stimo Nietzsche come il mio dio figlio ,
nel cui pensiero già mi c’accapiglio,
nuovo elleno affetto d’esoterismo.

È neve o nevischio?
e fin’a dove giunge il fenomeno?
sogno – sì, oppure me ne infischio?

grossi passi avanti verso il meno
infinito – e oltre… grosso rischio
accelerare senza avere un freno.

(chissà).

 
23 dicembre 2009

homme_a_la_pipe_s

 

Riposto qui il sonetto dell’epifenomeno (il titolo è mio), così come sortito dalla fucina dell’autore, su cui avevo arbitrariamente esercitato un po’ di editing : limature di metro per rendere gli endecasillabi perfettamente consoni, ma non c’è  stata consonanza, a giudicare dagli interventi dell’autore stesso nel thread dei commenti. Per cui ripongo il metro sottovetro e…tanti saluti a Ungaretti! Alè.

 
 
 

SONETTO DELL’EPIFENOMENO
 
di Kuppotto

(versione autentica)

herbertlist19031975losg
 

 
 

(foto di herbert list, dal blog http://nazioneindiana.com, postata da effeffe)

avviene, per ogni trasformazione,

l’aumento massimo di entropia,
mi fanno sapere dalla regìa:
dovrò rinunciare ad ogni azione!

Nietzsche stima buddha, non il buddismo,
io stimo nietzsche, il dio figlio,
nel cui pensiero mi c’accapiglio,
elleno affetto d’esoterismo.

È neve o nevischio?
fin a dove giunge il fenomeno?
sogno, oppure me ne infischio?

grossi passi avanti verso meno
infinito e oltre, grosso rischio
accelerar senza aver il freno.

(chissà).


AUGURI FABBRICHE


 


 

 

 

UNA PERLA DA UN COMUNISTA DANDY



UNA POESIA SEMPLICE

PER I COMPAGNI DI RETINA

 

di Francesco Forlani

 

herbertlist19031975losg

(foto di herbert list)

mi sono a lungo – in una geometria di tempo che è arbitraria-
chiesto se si potesse dire di una parola: bella
come si fa di una giornata che si vuole piena di altre cose
-con il sole e le ombre a dare fresco-
e come in tutta quella crudeltà di voci
rimanesse un’aura di dolcezza, alla maniera di un profumo
appartenuto alle anime gentili che credevamo perso

 


effeffe 

 

AUGURI FABBRICHE GRANDE

 ANCORA IL PICCOLO, MALEDETTO, 

DISCRETO "BATTERISTA"

 

 

SONETTO DOPPIO

di Kuppotto

 

 SBADITUF 6

Non proprio un luogo, più una zona.
I neuroni uccisi dal multitasking
per conservar la mente viva, buona:
non pensi, si fa solo bungee jumping.

Liberi soltanto dentro la cella
del portatile, noi comunichiamo
il nulla ch’abbiam da dire: amiamo
su d’ una tecnologica barella…

“stasera, in che tomba noi si muore?”
Dolore e noia in petto : altalene
d’un corpo devastato da tumore

che circola per arterie  e in vene
come per le vie del centro, livore
di chi rifiuta luce d’ogni bene.

Vittime dell’oggi e del suo niente
e se esso eterno fu in passato
in quel suo fluïre  fu mitigato
da sapore – o gusto – più paziente.

Incapaci – pure a dire “ aïuto!” –
fingendo d’esser volpi fiere, scaltre
presi da un giro, mai più compiuto,
fatto d’ esperienze aliene – o altre.

Mi perdonerete se come un empio,
nell’aggressione del tempo violento
mi chiudo in altro – e diverso – tempio

riacquisendo quel respiro più lento
che all’ odierno ritmo sembra scempio,
ma di cui – siate certi – non mi pento.

 

SONETTO SCRITTO

SULLE TERGA DI RIMBAUD

 carnets

è ritrovato! cosa? il presente:
è il sole attraverso le foglie,
è la mia leggera e vacua mente
con i suoi errori e le sue voglie.

è l’inchiostro rimediato per caso
scritto male sull’afa di giugno,
la cui forza mi colpisce al naso
o allo stomaco come un pugno.

come un eremo sopra un monte
mi sciolgo in note argentine,
anche se lo scontro  non l’ho mai smesso.

non voglio finire con le terzine,
voglio aprire un nuovo orizzonte
e riuscire a perdermi in esso.

 

 

UN PICCOLO, MALEDETTO,
DISCRETO "BATTERISTA"


 

CINQUE SONETTI

DA UN DIARIO Á REBOURS

 

di  Kuppotto  

(18 anni, bresciano)

 

 
Eire_3_by_animextrordinairre


scintilla, luce, colore, passione.
sogni, tensione,fole, movimento;
eros, idrazina, rivoluzione:
l’estasi…l’estasi è un tormento. .

velocità, ritmo,colpo, colore,
adolescenza,piume, e cuscini.
cappotti, primavera, vian, dolore,
pennello, aria, danza, e violini.

le foto tengono fuori il resto,
i quadri invece includono tutto,
anche quello che non può esistere:

ridendo a grande voce "resistere",
ridendo perchè è il colmo del lutto,
resistere, perchè è troppo presto.

 

lunedì, 07 dicembre 2009

Ravians_Tower


pietrosa, non d’avorio, è la torre
tozza ma essenziale alle vite, amare;
svettante in fra la torma che corre,
non volendo in un luogo arrivare.

Tu stai alla sommità, e ridendo
scagli sassi contro gli aggressori
che ci tengono a restare i soli,
ci tengono a vivere morendo.

sotto la torre ci sta il pantano,
sotto ‘l pantano Nihil maiuscolo,
Il Nihil visto solo dai profeti

O in patria perseguitati  poeti, 
quanto costa sapere il minuscolo  
piacere d’aver vissuto invano.

 

domenica, 06 dicembre 2009


Ganimede_Ganymede_-_Roma_-_Museo_Terme

sporca è la neve, fredda l’aria,
comunque enorme è la natura,
la vita eternamente precaria,
nella bellezza che mai fu pura;

Santo Ganimede decapitato!
solo io vedo, con sguardo insincero,
ogni profeta in patria decollato,
nel cielo un po’ azzurro e tutto nero.

Bach è rock e i rolling sono immobili,
ma questo è ovvio,  io non lo sono,
sebastiano trafitto di bellezza.

sospeso trai mille primi mobili,
la mia voce è quasi un trono,
Mia arma è la feroce bellezza.


sabato, 05 dicembre 2009


De_nihilo_nihil_by_hearthy

il cielo azzurro et innevato,
la società che è sempre la stessa
anche se dentro un ipermercato,
quasi annichiliti dalla ressa.

la terra fatta di magritte e tenebre,
la terra avvelenata dai fosfati.
non sono paradisi, ma latebre,
i vostri porcili meccanizzati.

la tecnica si svela frammentata,
illusorie financo le carni,
irreale tutta l’assurda danza.

la vita si scopre già trapassata,
gli scheletri vestiti bene, scarni
stendardi del santo nihil che avanza.


mercoledì, 02 dicembre 2009

 
Utopia_by_Yanheng (1)

 

 

UTOPIA


son nascosti draghi tra i miei denti
e denti in fondo alle mie ragioni.
sto nascosto, drago, chè altrimenti
mi normalizzano, questi buffoni.

con il mio sguardo verso l’utopia,
amando soltanto lo sconosciuto,
con l’assurda furente nostalgia
di ciò che mai io ho avuto.

vane le speranze ed il dolore!
o mia dolce massacrante verità,
sarai mia per altre due ore,

poi potrai ritornare in libertà,
invigilabile, si sa: si muore
cercando di cambiare la realtà.

 

martedì 1 dicembre 2009

 

(tratti da http://kuppotto.splinder.com/)

 
Immagine

 

(Disegno elettronico di Roberto D’Angelo)

Tutte le foto tratte dal blog http://kuppotto.splinder.com/

Chi sono

 

"Neppure sul sangue dei lager tu otterrai un giudizio netto"

(Pier Paolo Pasolini)

 

Questo il mio compito, ribadire l’ovvio, avere quel punto di vista tanto difficile da ottenere, quello così superficiale da andare direttamente al cuore delle cose.

ANCORA SONETTI

SONETTO
 
di Tito Balestra

fusibile-con-polveri

Poche amicizie avere, poca voglia
di comprendere gli altri, dire bene
solo di sé, sapere che conviene
togliere e dare, al cuore che t’imbroglia

dire domani. Una giornata appena
abitudini uguali, sonnolenza
tutto chiaro e confuso, l’esistenza
pesata e ripesata. Non c’è pena

che sembri naturale, il cuore ascolta
vuoti panieri, il mondo si appassiona
a comiche tragedie. Un verso suona

il tempo scorre, rime che cercavo
signore che conversano, annodavo
inezie e sogni, come, non importa.

Tito Balestra
(Longiano, Emilia 1923 – Roma, 1978)


Quiproquo (Garzanti 1974)

Se hai una montagna di neve
tienila all’ombra (Garzanti 1979)
 
 
 
 
 
 federico-federici-ora-prima-2008
 
 
 
 
 

SONETTI A MEZZ’ ARIA…

 
di Salvatore D’Angelo
 
 
Animali di silenzio nei covi
miscredenti già miscreduti rovi
ardenti di passioni dalle tane
risorgenti – e ceneri d’insane
 
isterie sottratte al dubbio – e vane
a quello sguardo ubiquo dell’inane..
piangenti non al dio venduti nuovi
idoli a  cui lo stigma non rimuovi
 
a noi – tu dici – è dato sapere
tutto ciò che in morte ci allontana :
è festa – e salvezza – e dovere
 
sconosciuto non oblio – e potere
tendere le labbra a quest’umana
attesa misconoscerne il piacere..
 
***

_medium

 

SOTTRAZIONI/ACCUMULAZIONI

(sonetto senza verbi)
 
 
sintagmi fonemi senso con suono
salmastro sasso lunare con tuono
sanguinante di silenzio sognante
grido velare pensiero vibrante
 
di segni persino poema con fante
ferito e cavallo pasto fumante
lessema turno notturno frastuono
cielo di trama di luce di buono
 
ecco re e regine ecco i fiumi
in teorie ecco l’oro meltemi
in fluide spire e cori e profumi
 
festivi figli di forme e problemi
sintagmi fonemi colti consumi
in corpore vili* vuoti teoremi..
 
 
* (facimus experimentum) in corpore vili,
esperimentiamo su un umile corpo (di poco conto, di poco valore)
 
***

antonella

 

SONETTO IN SOGNO, DA UNO SCOGLIO

Il tramonto ha i colori del malva
e del pastello  carico di luce
che danza sulle onde. Li conduce
a prua, in fondo al giorno; li salva
 
dalla notte estrema, o dalla calva
linea del passato, in cui riluce
riflesso impuro d’ombra. Non induce
perdite il tramonto, ma non salva
 
dalla marea, che monta sulla spiaggia
e poi la inonda, con padre e figlio
soli, sotto la volta delle stelle.
 
Alterazione o perdita…quelle
le fasi ch’ han l’inconscio per giaciglio,
nave – madre su cui la vita viaggia.
 
***
 
 ondaanomalaxx9

 
 
 
 

SONETTO DALLA RIVA DEL MARE

 
 
Quante volte ho ascoltato il mare
nel corso dei miei anni, con stupore
di fanciullo o di giovane in furore,
preso sempre da forza elementare
 
che cattura e culla, o fa sognare
un mondo prenatale, ove il dolore 
non oscura l’avvenire, e muore
qui, in riva al sempiterno mare.
 
Forse perché il mare è specchio al tutto,  
è forza, è quiete, è ardore, è luce
di madre vita,che mai ha distrutto
 
la sua voce primordiale; è flutto
su cui anche notte ha pace; è luce
d’oceano, dov’ha principio il tutto.
 
 
***
 

ANCORA

 

 

VOILA’ VIOLA

(a viola amarelli)
 
di Teqnofobico
 
vìola la violenza viola volando
la purezza sua di canto: d’incanto
la ‘viola d’amore’ usa l’esperanto
di sòno dissono ma sol levando
nota accorda con sòno consono
capo volto teatro di necessità
diversa – dì versa nell’infinità
della notte quel che pèrdono
non per dono né perdono dèi metro
nomi misura verbi analfabeta
origine la fine d’incompleta
ora fine ignora pietà di vetro
diaccio l’addio a dio cuore s’impetra
petra tua nei penetrali penetra
 
ascolto-metamorfosi 1 (NC)