ANCORA SONETTI

SONETTO
 
di Tito Balestra

fusibile-con-polveri

Poche amicizie avere, poca voglia
di comprendere gli altri, dire bene
solo di sé, sapere che conviene
togliere e dare, al cuore che t’imbroglia

dire domani. Una giornata appena
abitudini uguali, sonnolenza
tutto chiaro e confuso, l’esistenza
pesata e ripesata. Non c’è pena

che sembri naturale, il cuore ascolta
vuoti panieri, il mondo si appassiona
a comiche tragedie. Un verso suona

il tempo scorre, rime che cercavo
signore che conversano, annodavo
inezie e sogni, come, non importa.

Tito Balestra
(Longiano, Emilia 1923 – Roma, 1978)


Quiproquo (Garzanti 1974)

Se hai una montagna di neve
tienila all’ombra (Garzanti 1979)
 
 
 
 
 
 federico-federici-ora-prima-2008
 
 
 
 
 

SONETTI A MEZZ’ ARIA…

 
di Salvatore D’Angelo
 
 
Animali di silenzio nei covi
miscredenti già miscreduti rovi
ardenti di passioni dalle tane
risorgenti – e ceneri d’insane
 
isterie sottratte al dubbio – e vane
a quello sguardo ubiquo dell’inane..
piangenti non al dio venduti nuovi
idoli a  cui lo stigma non rimuovi
 
a noi – tu dici – è dato sapere
tutto ciò che in morte ci allontana :
è festa – e salvezza – e dovere
 
sconosciuto non oblio – e potere
tendere le labbra a quest’umana
attesa misconoscerne il piacere..
 
***

_medium

 

SOTTRAZIONI/ACCUMULAZIONI

(sonetto senza verbi)
 
 
sintagmi fonemi senso con suono
salmastro sasso lunare con tuono
sanguinante di silenzio sognante
grido velare pensiero vibrante
 
di segni persino poema con fante
ferito e cavallo pasto fumante
lessema turno notturno frastuono
cielo di trama di luce di buono
 
ecco re e regine ecco i fiumi
in teorie ecco l’oro meltemi
in fluide spire e cori e profumi
 
festivi figli di forme e problemi
sintagmi fonemi colti consumi
in corpore vili* vuoti teoremi..
 
 
* (facimus experimentum) in corpore vili,
esperimentiamo su un umile corpo (di poco conto, di poco valore)
 
***

antonella

 

SONETTO IN SOGNO, DA UNO SCOGLIO

Il tramonto ha i colori del malva
e del pastello  carico di luce
che danza sulle onde. Li conduce
a prua, in fondo al giorno; li salva
 
dalla notte estrema, o dalla calva
linea del passato, in cui riluce
riflesso impuro d’ombra. Non induce
perdite il tramonto, ma non salva
 
dalla marea, che monta sulla spiaggia
e poi la inonda, con padre e figlio
soli, sotto la volta delle stelle.
 
Alterazione o perdita…quelle
le fasi ch’ han l’inconscio per giaciglio,
nave – madre su cui la vita viaggia.
 
***
 
 ondaanomalaxx9

 
 
 
 

SONETTO DALLA RIVA DEL MARE

 
 
Quante volte ho ascoltato il mare
nel corso dei miei anni, con stupore
di fanciullo o di giovane in furore,
preso sempre da forza elementare
 
che cattura e culla, o fa sognare
un mondo prenatale, ove il dolore 
non oscura l’avvenire, e muore
qui, in riva al sempiterno mare.
 
Forse perché il mare è specchio al tutto,  
è forza, è quiete, è ardore, è luce
di madre vita,che mai ha distrutto
 
la sua voce primordiale; è flutto
su cui anche notte ha pace; è luce
d’oceano, dov’ha principio il tutto.
 
 
***
 

ANCORA

 

 

VOILA’ VIOLA

(a viola amarelli)
 
di Teqnofobico
 
vìola la violenza viola volando
la purezza sua di canto: d’incanto
la ‘viola d’amore’ usa l’esperanto
di sòno dissono ma sol levando
nota accorda con sòno consono
capo volto teatro di necessità
diversa – dì versa nell’infinità
della notte quel che pèrdono
non per dono né perdono dèi metro
nomi misura verbi analfabeta
origine la fine d’incompleta
ora fine ignora pietà di vetro
diaccio l’addio a dio cuore s’impetra
petra tua nei penetrali penetra
 
ascolto-metamorfosi 1 (NC)

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