ANNIVERSARI
 
Ottantotto anni fa , il 5 marzo 1922 a Bologna nasceva Pier Paolo Pasolini, scrittore, regista e poeta tra i più anticonformisti, interessanti e controversi del nostro panorama letterario. Il fatto che a trentacinque anni dalla sua tragica morte all’Idroscalo di Ostia – verosimilmente vittima di un agguato preorganizzato da fascisti in combutta con i servizi deviati, ordito utilizzando un giovane “ragazzo di vita” come esca – il suo nome e la sua opera susciti ancora viva passione è  indice della grandezza dell’uomo, del poeta e dell’intellettuale impegnato in una grande battaglia civile, ancora viva e non conclusa. Voglio qui ricordarlo con una sua poesia poco conosciuta e dedicata a Marylin Monroe, altra vittima del circo mediatico e della società dello spettacolo, tema a cui PPP era molto sensibile.

 
PPP ANNIVERSARIO

 
 

POESIA PER MARYLIN
 
di Pier Paolo Pasolini
 
 
Del mondo antico e del mondo futuro
era rimasta solo la bellezza, e tu,
povera sorellina minore,
quella che corre dietro i fratelli più grandi,
e ride e piange con loro, per imitarli,
tu sorellina più piccola,
quella bellezza l'avevi addosso umilmente,
e la tua anima di figlia di piccola gente,
non ha mai saputo di averla,
perché altrimenti non sarebbe stata bellezza.
 
Il mondo te l'ha insegnata,
cosi la tua bellezza divenne sua.
Del pauroso mondo antico e del pauroso mondo futuro
era rimasta sola la bellezza, e tu
te la sei portata dietro come un sorriso obbediente.
L'obbedienza richiede troppe lacrime inghiottite,
il darsi agli altri, troppi allegri sguardi
che chiedono la loro pietà! Così
ti sei portata via la tua bellezza.
 
Sparì come un pulviscolo d'oro.
Dello stupido mondo antico
e del feroce mondo futuro
era rimasta una bellezza che non si vergognava
di alludere ai piccoli seni di sorellina,
al piccolo ventre così facilmente nudo.
E per questo era bellezza, la stessa
che hanno le dolci ragazze del tuo mondo…
le figlie dei commercianti
vincitrici ai concorsi a Miami o a Londra.
 
Sparì come una colombella d'oro.
 
Il mondo te l'ha insegnata,
e cosi la tua bellezza non fu più bellezza.
Ma tu continuavi a essere bambina,
sciocca come l'antichità, crudele come il futuro,
e fra te e la tua bellezza posseduta dal Potere
si mise tutta la stupidità e la crudeltà del presente.
La portavi sempre dietro come un sorriso tra le lacrime,
impudica per passività, indecente per obbedienza.
 
Sparì come una bianca colomba d'oro.
 
La tua bellezza sopravvissuta dal mondo antico,
richiesta dal mondo futuro, posseduta
dal mondo presente, divenne un male mortale.
 
 
Ora i fratelli maggiori, finalmente, si voltano,
smettono per un momento i loro maledetti giochi,
escono dalla loro inesorabile distrazione,
e si chiedono: "E' possibile che Marilyn,
la piccola Marilyn, ci abbia indicato la strada?"
 
Ora sei tu,
quella che non conta nulla, poverina, col suo sorriso,
sei la prima oltre le porte del mondo
abbandonato al suo destino di morte.
 
 
marilyn_monroe-2

 

A proposito del post di ieri, qui di seguito impagino  l’articolo completo di Gianni D’Elia apparso su Il Manifesto circa il capitolo inedito del romanzo Petrolio che, a dire di Marcello Dell’Utri, proverrebbe (trafugato) dalle carte di Pier Paolo Pasolini e che sarà presentato alla XXI Mostra del libro antico, a Milano il 12 marzo prossimo.
 
 
LADRI DI “PETROLIO”
 
         
 
di Gianni D’Elia
 
 ( da Il Manifesto,4 marzo 2010)

PASOLINI

 

Uno straccio di verità: sono ormai 35 anni che sul delitto di Pasolini in molti la chiediamo, da Gianni Borgna a Carlo Lucarelli, a Carla Benedetti a tanti altri. Ora arriva la notizia che qualcuno ha messo le mani sopra un capitolo scomparso di Petrolio, con un lancio d'agenzia in cui il sensazionale e il superficiale ci sgomentano, ad aggiungere nuova nebbia al nebbione corrotto in cui siamo. E lo sgomento cresce di ora in ora, perché quel qualcuno che ha messo le mani su questo inedito del romanzo incompiuto di Pasolini si chiama Marcello Dell'Utri. Ossia qualcuno che è quanto più lontano da un antifascista come Pasolini si possa immaginare; e dico antifascista, perché per la denuncia del nuovo fascismo Pasolini è stato assassinato il 2 novembre del 1975, schiacciato come un cane all'Idroscalo di Ostia. Il nuovo fascismo era per Pasoliniil nuovo potere economico del consumismo e del trasformismo politico, che dal delitto di Enrico Mattei del 1962 arriva alle stragi del «doppio Stato», passando per la loggia P2 fondata da Eugenio Cefis, e lasciata per paura al duo Gelli-Ortolani, fino a una delle società nascoste della Edilnord Centri Residenziali (già Edilnord s.a.s. di Silvio Berlusconi & c.), con sede a Lugano, dell'avvocato Umbergo Previti, padre di Cesare, cui hanno dato il pittoresco nome di Cefinvest. Un'eredità non dissimulata?Pasolini stava addosso a questa guerra del potere per il petrolio pubblico e privato, scriveva un romanzo complesso e dirompente, che se fosse uscito in quegli anni, in traduzione mondiale, avrebbe svelato l'economia politica delle stragi, che derivava da quel primo delitto fondativo del marcio italico che è l'attentato contro Mattei.

Vengono i brividi a sentire che il berlusconismo si è impossessato anche di questo reperto: «un dattiloscritto sui misteri dell'Eni, rubato dallo studio diPasolini». Si tratta dunque di un oggetto di reato, per pura ammissione, che dunque non potrebbe essere esposto in nessuna mostra. Dell'Utri dica subito da chi, come e quando l'ha avuto. Perché, quando abbiamo denunciato e raccontato della scomparsa di un capitolo diPetrolio, intitolato «Lampi sull'Eni», nel libello Il Petrolio delle stragi(Effigie, 2006) nessuno si è fatto avanti? Perché arriva adesso? Per attaccare chi? Il giudice Vincenzo Calia per primo ha indicato, nella sua inchiesta sul delitto Mattei, le carte di Pasolini, svelando la fonte del romanzo in Questo è Cefis. L'altra faccia dell'onorato presidente, edito dalla Agenzia Milano informazioni nel 1972, ad opera di tale Giorgio Steimetz, alias Corrado Ragozzino (un altro libro scomparso, fatto sparire in fretta, introvabile persino alla Biblioteca Nazionale di Roma e Firenze, presente in catalogo, ma assente dallo scaffale).

Ora, questo inedito pasoliniano, così bellamente sbandierato a una mostra del libro antico in programma a Milano dal 12 al 14 marzo, non potrà essere mostrato perché prima che di documento letterario si tratta di reperto di un delitto, oggetto di reato di furto o sottrazione, di cui ignoriamo tutto, ma non il fatto materiale che i manoscritti non hanno gambe, e non si trovano per la strada.

All'uscita della mia piccola inchiesta sul romanzo postumo come prova del delitto politico di Pasolini, già anticipata per tratti sintetici dal mio precedente e collegato saggio, L'eresia di Pasolini(Effigie, 2005) a parte una coraggiosa incursione di Paolo Di Stefano sul Corriere della Sera («Il Petrolio al veleno di Pasolini. Il Caso Mattei, i sospetti su Cefis e la morte violenta del poeta», 7 agosto 2005), si è assistito al dubbioso ripudio di molti, a partire dagli eredi, nei confronti di quel manoscritto e paragrafo scomparso, di cui resta solo il sunto con lo schema del potere italiano di allora in guerra: «Cefis (Fanfani, fisicamente) – Monti (Andreotti, fisicamente)». Così sta scritto, e quello che manca lo ha fatto riapparire il mago dell'Utri. Si tratta di «Lampi sull'Eni»? Si tratta di quel capitolo, che Pasolini chiama paragrafo?
Ora Dell'Utri accenna a un privato anonimo come elargitore, e conferma: «Sono 78 pagine e si intitola «Lampi sull'Eni». Se esiste ora quel capitolo, o paragrafo, se è quello di cui si parla da anni, non può e non potrà essere lasciato nelle mani di chi è già condannato per mafia, e ha tra i suoi più cari amici e capi i piduisti iscritti a quell'albo nero della Repubblica. Pasolini non merita questo.

Chiedo alla magistratura (a Roma c'è un fascicolo riaperto sull'omicidio di Pasolini) di farsi consegnare il dattiloscritto per esaminarlo, convocando magari il giudice Calia che ne sa l'importanza, perché si configura il reato di cosa rubata e ricettata messa in circolo senza spiegazioni, con l'arroganza di sempre, con cui si tiene il presente e il passato in scacco continuo in questo pericolosissimo paese.

Penso a tutti gli amici di Pasolini, ai lettori del mondo di questo poeta senza giustizia, alla beffa che in questo momento sentiamo aleggiare anche su questa ferita. Che quel capitolo esistesse, lo sentivamo, col cuore, con gli occhi e con le orecchie; col cuore dei compagni; con gli occhi dei lettori di Petrolio: «Per quanto riguarda le imprese antifasciste… ne ho già fatto cenno nel paragrafo intitolato "Lampi sull'Eni", e ad esso rimando chi volesse rinfrescarsi la memoria». (Appunto 22a, p.97); con le orecchie dei testimoni: «Mia cugina Graziella mi telefonò: "Sono venuti i ladri in casa, hanno rubato della roba, gioielli e carte di Pier Paolo"». Era passato forse un mese dal delitto, come ci disse Guido Mazzon, cugino di Pasolini e grande tromba jazz, a Pavia, il 24 ottobre 2005.

Chiediamo il sequestro cautelativo della memoria di Pasolini, insieme alla mobilitazione di chi si sente offeso, a partire dai morti a catena: Mattei, il suo pilota, il reporter americano, il giornalista Mauro De Mauro, il giudice Pietro Scaglione, fino a Pasolini, tutti sulle tracce di Cefis e della prima P2….
(Dal  blog Anna Maria Ortese – in sonno e in veglia – di Giorgio Di Costanzo)

Qui Pasolini intervistato da Enzo Biagi sulla Tv come medium di massa :

http://www.youtube.com/watch?v=A3ACSmZTejQ

ANNIVERSARI 2

Oggi rficorre anche il centenario della nascita di ENNIO FLAIANO (Pescara 5.3.1910), un grande scrittore,brillante, essenziale, fulminante; soggettista e sceneggiatore cinematografico ( coautore dei migliori film del primo Fellini); grande inventore di calembours e aforismi geniali. Vi rimando tutti a un bellissmo post di Francesco Forlani su nazione Indiana oppure su you tube , qui :

http://www.youtube.com/watch?v=3f7llNeBtag


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