AD ANNA MARIA  ORTESE

ANNA MARIA ORTESE 3

 
 
 
 
 
 

io

iguana
in fuga dal mondo
nata  da libri incantesimo
in cerca di fiaba apparizione visione…
 
in cerca  d’un luogo
che mi rivoltasse il cuore come un calzino
inchiodata all’abbraccio di tutte le anime
affrancata da ogni sconfitta…
 
in cerca d’un luogo
in mezzo al deserto
alla finestra d’una misera casa gialla
affacciata sul porto…
 
lontano
dalle virtù del nulla
dei ricchi e famosi
 
in cerca di salvezza
 

io
 
in una lacrima
ho visto i colori d’ogni diversità
d’una sola nuda fierezza
 
nell’indigenza del bene
che parla con parola sommessa….
 
in compagnia
di zingari e bimbi
in quel luogo trovato
ho amato il mio aleardo
in un luogo in mezzo al deserto
iguana che guarda più in alto…
 
affiliata al partito
dei cercatori di dio
respirando a pieni polmoni
perché sacro
è il respiro
del bosco
del lupo
del cane…
 

 
io
 
in fuga
da trentasei case e dieci città
ho trovato  infine quel luogo
in una sola stanza tana in cui
 
scrivere amare patire…
 
 
                     
S. D. A . , 15 . 12 . 2008

ANNA MARIA ORTESE 4 

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FRAMMENTI DA  “DIALOGHI CON NESSUNO”
 
 
di Natàlia Castaldi

NATALIA CASTALDI

 
 
Vorrei fare l’amore all’ombra di un’incertezza
tremare di pelle, ossa e carne
senza che l’anima se ne accorga
Germogliare d’erba all’ombra di un discorso di parole
che stillano sillabe di disobbedienza. 

*
Sarà steppa e fieno questo campo di stelle,
cielo di peccati e preghiere sottolio
di pomodori cotti al sole del mattonato
bianco di calce nel letto di novene e cerimonie
per nuove spose fuori stagione,
pregne e gravide di vermiglie attese
sulle labbra appena prima del risveglio.

*
Sono fuori dal tempo
non ho aderenza al circostante flusso delle cose.
Qualcosa di errato nel ciclo naturale deve essere pure accaduto
perché non mi ritrovo in questo girotondo in fiera,
non si ritrova la mia parola, il mio linguaggio obsoleto come
il pensiero,]
l’animosità del verbo e della croce.

*
Prima che scoppiasse il sole e nascessero i pianeti
la sola voce dell’universo era il canto del silenzio
e avevo un equilibrio sospeso –
sobrio – nell’assenza di me

*

piotr-rosinski

 
Dialoghi con Nessuno (2009-2010)E book scaricabile qui :
il link per scaricare il Pdf a cura di Francesco Marotta
è http://rebstein.files.wordpress.com/2010/04/natalia-castaldi-dialoghi-con-nessuno.pdf

 
POLISCRITTURE
 

 
 
LA VITA  SOSPESA

di Donato Salzarulo

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Ci sono situazioni che resteranno
sempre sospese. La vita stessa
è sospesa. Non c’è un antibiotico
per l’amore. Ho dentro il virus dei
tuoi occhi. Stanotte non dormirò
.

DUE POETI IRPINI
 
 
 
 
PRIMA CHE QUI TUTTO ARRUGGINISSE
 

 
di Alfonso Nannariello
 

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prima che qui
tutto arrugginisse
era tutto così bianco
persino gli alberi nel giardino
ora tutto è in controluce
non ho
neanche uno specchio per guardarmi
per vedere se esisto e come sono
sono in ginocchio
nella mia preghiera
dentro una prigione
e l’angelo non viene a visitarmi.
 
 
 
 POESIA IN DUE TEMPI
 
 
di Donato Salzarulo

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 I
 
 
Accedo alle tue volte
fino al bel chiostro interno.
Qui riconosco bene le sue note,
come vibrano folte
le chiome dell’eterno
in quest’inverno di scansioni vuote.
So l’insetto che scuote
il noce delle notti
nostre scaglie di rosa
germoglio ove riposa
sotto legni di neve e ponti rotti
la sua brama crudele.
S’inebria, ora si stempera il tuo miele.                      
 
 
 
II

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La notizia del Dio che è morto è vecchia.
Prima che il filosofo l’annunciasse,
gli evangelisti con mirabile bravura e modestia
raccontarono l’evento qualche millennio fa.
Direte che il re dei Giudei non è Dio.
Può darsi. Ma un Dio senza sangue
e senza carne, senza pietra e linfa,
senza dolore e senza amore, che Dio è?
Non conosco miracolo più straordinario
dell’incarnazione.
Il problema, dunque, non è quello
della morte di Dio. E’ un altro:
l’uomo come sta? Come progetta la giornata
dopo questo lutto?
Ho risposte tutt’altro che tranquille.
Penso che anche l’uomo sia morto.
Purtroppo non se n’è per nulla accorto

 
TRE SONETTI IN ORDINE SPARSO
 
 
 
                                                                     
 
 
HAI PREVISTO, TIRESIA, PRE-SOFFERTO
 

230px-Johann_Heinrich_Füssli_063.jpg TIRESIA


(Johan Fussli,Tiresia appare ad Odisseo)

 
to foresee, to foretell, to foresuffer
 
(T.S. Eliot, The Waste Land)
 
 
“Hai previsto, Tiresia, pre-sofferto
ciò  che poi hai tu  predetto per l’altro
(il noi interrogante, dall’occhio scaltro)
disobbediente a quel fato scoperto ?”
                                                                                               
Vòlti al di qua, noi ignoriamo di certo
che ciò che  là Tiresia pre-soffre altro
non è che il suo fallibile io; altro
non è  tutt’ al più che il nostro sconcerto.
 
Il cieco Tiresia, vecchia sibilla
che a noi si cela con tratto malcerto,
come foglia secca appesa ad un ramo,
 
ci soffia all’orecchio (quasi sobilla )
ciò che nessuno di qua sa per certo :
siamo pre-morti, ma non lo sappiamo!
 
 
S. D. A . , 11 . 6 . 2007
 
 
  
 
 
COS’ALTRO E’ SE NON FINZIONE IL MONDO
 

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(Frottage di Effeffe, da Nazione Indiana)

“Cos’altro è se non finzione il mondo
che viviamo…inganno  a tutto tondo?”
 
Il demone di Cartesio l’afferma.
Ne discende lo scettico sofisma:
reale  o apparenza, non è scherma
 
che il pensiero muove, o che conferma
l’immutabile fluire  nel  clisma
del cogito,  lavanda d’ogni derma.
 
Che esso poi non sia un cataclisma,
il tertium non datur  dell’ increato,
lo dicono i sofisti d’ogni risma.
 
E dunque – soggetto/oggetto, monisma
che n’occulta l’oscur  significato –
noi  ne siamo il cuore, l’assurdo prisma.
 
 
 
S. D. A.  , 1 . 8 . 2007
 
 
 
 
IL PRIGIONIERO ORMAI E’ A TERRA, MUTO
 
 lamontagnasacra

 
 
Il prigioniero ormai è a terra, muto:
la sua gabbia è il suo stesso corpo,
che già gli serra il respiro, perduto
nella sabbia rovente; ma quel corpo
 
non gl’appartiene, ha già intravisto
non un segno, il sogno che lo libera..
Al canto delle sirene  ha già  visto
Ulisse che sviene, ma gl’ ingenera
 
pianto la vista lontana, dolente.
Or’è infelice, talvolta sognando
l’antica città nel sole morente,
sulla riva del fiume, ora cantando..
 
Un’ombra laggiù ne ascolta il lamento
Ne succhia la terra  luce e  tormento..
 
 
 
 
S .D. A. , 14 . 12. 2007
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

NEL VENTICINQUESIMO  DELLA MORTE
 
                                 
 
OMAGGIO A BEPPE SALVIA 
(Potenza 1954, Roma 1985)
 

 
di Beppe Salvia
 

beppe

 
A scrivere ho imparato dagli amici
ma senza di loro. Tu m’hai insegnato
a amare, ma senza di te. La vita
con il suo dolore m’insegna a vivere,
ma quasi senza vita, e a lavorare,                                        
ma sempre senza lavoro. Allora,
allora io ho imparato a piangere,
ma senza lacrime, e a sognare, ma                                                                   
non vedo in sogno che figure inumane.
Non ha più limite la mia pazienza.
Non ho pazienza più per niente, niente
più rimane della nostra fortuna.
Anche a odiare ho dovuto imparare
e dagli amici e da te e dalla vita intera

 
Segnalo un bello e interessante ricordo di Beppe Salvia da parte di Andrea Di Consoli su www.comunitàprovvisoria.wordpress.com, post del 13 aprile 2010.
 

Per chi volesse leggere questo grande e poco conosciuto poeta, segnalo  UN SOLITARIO AMORE, Edizioni Fandango, 2006. Antologia del meglio della produzione poetica di Salvia, curata da Flavia Giacomazzi ed Emanuele Trevi.
 

Per saperne di più su Beppe Salvia: http://www.beppesalvia.it

SONETTO  BORGESIANO
IN FORMA SHAKESPEARIANA

NON C'E' PAROLA NE' SILENZIO A DIREMangiare poesia

Non c'è parola né silenzio a dire
del silenzio che gela la parola.
Non c'è che tacere nonché patire
il tempo che si stringe nella gola.

Menzogna, fama, conoscenza: spazi
bianchi, macchie su pagine di nulla
che ciascuno ritesse dei suoi quarzi.
La fabbrica di storie che ci culla:

null'altro se non specchio di Narciso,
vento di terra a piccole folate
che soffia nello spazio d'un sorriso
memorie oscure, già dimenticate…

E l'arte un fiume lento senza greto:
non ha mai fisso un codice segreto.

 
S. D. A. , 18 . 9 . 2009