DUE POETI IRPINI
 
 
 
 
PRIMA CHE QUI TUTTO ARRUGGINISSE
 

 
di Alfonso Nannariello
 

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prima che qui
tutto arrugginisse
era tutto così bianco
persino gli alberi nel giardino
ora tutto è in controluce
non ho
neanche uno specchio per guardarmi
per vedere se esisto e come sono
sono in ginocchio
nella mia preghiera
dentro una prigione
e l’angelo non viene a visitarmi.
 
 
 
 POESIA IN DUE TEMPI
 
 
di Donato Salzarulo

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 I
 
 
Accedo alle tue volte
fino al bel chiostro interno.
Qui riconosco bene le sue note,
come vibrano folte
le chiome dell’eterno
in quest’inverno di scansioni vuote.
So l’insetto che scuote
il noce delle notti
nostre scaglie di rosa
germoglio ove riposa
sotto legni di neve e ponti rotti
la sua brama crudele.
S’inebria, ora si stempera il tuo miele.                      
 
 
 
II

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La notizia del Dio che è morto è vecchia.
Prima che il filosofo l’annunciasse,
gli evangelisti con mirabile bravura e modestia
raccontarono l’evento qualche millennio fa.
Direte che il re dei Giudei non è Dio.
Può darsi. Ma un Dio senza sangue
e senza carne, senza pietra e linfa,
senza dolore e senza amore, che Dio è?
Non conosco miracolo più straordinario
dell’incarnazione.
Il problema, dunque, non è quello
della morte di Dio. E’ un altro:
l’uomo come sta? Come progetta la giornata
dopo questo lutto?
Ho risposte tutt’altro che tranquille.
Penso che anche l’uomo sia morto.
Purtroppo non se n’è per nulla accorto

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