OMAGGIO A EDOARDO SANGUINETI

sanguineti

 
(Genova  9.12.1930-18.5.2010)
 
 
 
 
BALLATA DELLE DONNE

 
Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.

Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.

Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.

Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.

Femmina penso, se penso l'umano
la mia compagna, ti prendo per mano.

 
 
 
Edoardo_Sanguineti

 
 
 
 
 
 

QUATTRO HAIKU

 
Pagina bianca
come i tuoi minipiedi
di neve nuova.

 
 
È il primo vino:
calda schiuma che assaggio
sulla tua lingua.

 
 
L'acquario acceso
distribuisce le rane
tra le cisterne.

 
                                                  
Sessanta lune:
i petali di un haiku
nella tua bocca.

 
 
Riferimento: "Corollario 1992-1996", Ed. Feltrinelli, 1997
                     
 
 
 
 

ALCUNI AFORISMI

Edoardo_Sanguineti

Credo alla teoria dei bisogni radicali di Marx da quando ho l'età della ragione. E chiunque abbia una posizione "di sinistra", a mio giudizio, non può non crederci.

La poesia non è una cosa morta, ma vive una vita clandestina.

Viviamo in un mondo interconnesso, in cui anche i problemi piccoli dipendono da quelli filosofici, e quelli locali dal resto del mondo.

Per me la scienza è fatalmente portatrice di valori. Pensando al discorso sul metodo mi viene in mente Galileo e le sue ragioni metodologiche. Non credo che la sua scienza fosse innocua, neutrale, innocente. Per la semplice ragione che le sue ricerche misero in crisi una prospettiva ideologica forte: quella fino ad allora sostenuta dalla Chiesa e dall'autorità scientifica appoggiata dal cardinal Bellarmino.

Sarei tentato di dire che non esistono cattivi maestri, ma solo cattivi scolari.

La nozione di chiarezza, per nostra disgrazia, pare essere intrinsecamente e fatalmente oscura.

Il problema del proletariato attuale è che comprende i tre quarti della popolazione, ma molti non lo sanno. Se un piccolo materialista storico come me potesse aiutare qualcuno a prenderne coscienza…
 

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11 thoughts on “

  1. Perché la donna non è cielo, è terracarne di terra che non vuole guerra:è questa terra, che io fui seminato,vita ho vissuto che dentro ho piantato,qui cerco il caldo che il cuore ci sente,la lunga notte che divento niente.…grazie Saldan, un abbraccio.n.

  2. Condivido tutto ciò che c'è nella sestina che hai riportato. E mi vien fatto di pensare  che, per quanto  nella nostra lingua il sostantivo "morte" sia di genere femminile, nel profondo di me non riesco assolutamente ad associare l'idea di morte al femminile. Da piccolo ho sempre pensato ( e anche ora, in un angolo molto nascosto di me – come una ciambella di salvataggio- questa "idea" semplicemente "é"..vive lì e basta), dicevo ho sempre pensato che la morte non "toccasse" le donne e che, come una sorta di magìa, esse, venuto il momento,  si ttrasferissero altrove, a esere e "fare" altra vita.

  3. Grazie a te saldan ho conosciuto La ballata delle madri di Pasolini ed ora questa Ballata delle donne che non avevo mai letto e che non abbandonerò più.

  4. @manodiangeloè caldaè morbida,è tonda, è spaziosaè spigolosa,è fatta di angoli e punte,di anse, di valli , di balze e dirupi,di boschi e di selve accoglienti.ha mani instancabili,ha gesti precisi,organizza, dirige  dirime,ordina, accarezza, produceIl cuore ti batte,il sangue ti scorrecome un fiume di vita..t'accende e ti riporta alla vita…La donna, che meravigliosa invenzione!…saldan

  5. Che belle voi, grandezza del creato , prodotto più bello , più prezioso della vita….'e ffémmene, marònna!. Lo dice pure il flosofo sonettista :SI, DIO, SI ! LE NOSTRE DONNE SONO IL DIO  ad Anais Ninalla feconda solitudine delle donne  Sì, dio, si! le nostre donne sono il diodella creazione,   in solitudineperfetta. Dai loro grembi all’essere nel mondo non c’è che da percorrereil solco  di nuda solitudinescavato in loro dal nostro assente io,                    sorto al lavoro e all’arte com’un dio                  amniòtico, gonfio di benessere.Il suo eros è  quella solitudine, il suo piacere com’un’incudine                          contro il vuoto, elettrico rimescolìodi forza, cui torniamo a soggiacere. Giacendo in loro, in essere, moriamo,ma colmando quel vuoto… noi viviamo!  29 . 12 . 2006  

  6. Grazie per questi omaggi alla donna…Aggiungo questi versi, decisamente più "maschili", quanto crudi e diretti:ti esploro, mia carne, mio oro, corpo mio, che ti spio, mia cruda carta nuda,che ti seguo, che ti sogno, con i mie seri, severi semi neri, con i miei teoremi,i miei emblemi, che ti batto e ti sbatto, e ti ribatto, denso e duro, tra le tue fratte,con il mio oscuro, puro latte, con le mie lente vacche, tritamente, che ti accendo,se ti prendo, con i miei pampani di ruggine, mia fuliggine, che ti spiro, ti respiro,con le tue nebbie e trebbie, che ti timbro con tutti i miei timpani, con le mie ditache ti amano, che ti arano, con la mia matita che ti colora, ti perfora, che ti adora,mia vita, mio avaro amore amaro:io sono qui così, la zampa del mio uccello, di quelloche ti gode e ti vigila, sono la papilla giusta che ti degusta, la papilla che ti vibrae ti brilla, che ti tintinna e titilla: sono un irto, un erto, un ermo ramo, io cheti pungo, mio fungo, io che ti bramo: sono pallida pelle che si spella, mia bella, iopassero e pettirosso del tuo fosso: io la piuma, io l'osso, che ti scrivo: io, che ti vivo.Ciao…

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