TRADUZIONI POETICHE
 
 
 
NATÀLIA CASTALDI PER ANA ROSSETTI
 
 

ANA ROSSETTI, San Fernando 1950

(Ana Rossetti, San Fernando Cadice 1950- vivente)

 
INCONFESIONES, ANA ROSSETTI
 
 
 
 
Es tan adorable introducirme
en su lecho, y que mi mano viajera
descanse, entre sus piernas, descuidada,
y al desenvainar la columna tersa
-su cimera encarnada y jugosa
tendrá el sabor de las fresas, picante-
presenciar la inesperada expresión
de su anatomía que no sabe usar,
mostrarle el sonrosado engarce
al indeciso dedo, mientras en pérfidas
y precisas dosis se le administra audacia.
Es adorable pervertir
a un muchacho, extraerle del vientre
virginal esa rugiente ternura
tan parecida al estertor final
de un agonizante, que es imposible
no irlo matando mientras eyacula.

 
 
INCONFESSABILE

ANA ROSSETTI, San Fernando 1950

 
È talmente delizioso introdurmi
nel suo letto, mentre la mia mano errante
riposa, abbandonata, tra le sue gambe,
e sguainando la colonna tersa
– il suo cimiero rosso e sugoso
avrà il sapore delle fragole, piccante –
presenziare all’inaspettata espressione
dell’anatomia che ancora non sa usare,

mostrargli l’arrossata incastonatura
all’indeciso dito, mentre in perfide
e precise dosi gli si somministra audacia.
È delizioso iniziare
un ragazzo, estrargli dal ventre
verginale quella ruggente tenerezza
tanto simile al rantolo finale
di un agonizzante, che è impossibile
non condurlo a sfinirsi mentre eiacula.

 
***               
                    
INCITACIÓN, ANA ROSSETTI

Ana_rossetti_6

 

Escapémonos, huyamos a los cómplices
días de la niñez. Perdámonos inermes
por los intensos vértigos de la piel insabida.
Confundidos, al no encontrar los nombres
para tanto esplendor, inventaremos fórmulas
de un idioma secreto : como antes.
Extraviémonos por la gran pesadilla
de la noche. En los negros pasillos
del horror insistamos hasta que el fiel desmayo
– dobladas las rodillas- nos socorra.
Ven. Miremos por toda bocallave
que enciende algo prohibido,
gravemente matemos mariposas vidriadas,
pisoteemos seda, desgarremos la gasa
que nubla las magnolias,
y la desobediencia sea privilegio nuestro.

 
ISTIGAZIONE
 

Ana_rossetti_6

Scappiamo, fuggiamo verso i complici
giorni dell’infanzia. Perdiamoci inermi
nelle intense vertigini della pelle ancora incerta.
Confusi, non trovando parole
per tanto stupore, daremo alle cose nuovi nomi
in una lingua segreta: come allora.
Perdiamoci nel grande incubo
della notte. Nei neri corridoi
dell’orrore proseguiamo fino a che non ci colga
-piegati sulle ginocchia- il fedele svenimento.
Vieni. Guardiamo in ogni serratura
che si apra a qualcosa di proibito,
con rito solenne uccidiamo le farfalle di vetro,
imbrattiamo la seta, strappiamo il tulle
che vela le magnolie,
e la disobbedienza sia nostro privilegio.

 
(Trad. natàliacastaldi, 2009, Pubblicato su http://nataliacastaldi.wordpress.com)                                                               
 
 
 
OTTAVIO FATICA PER GERALD MANLEY HOPKINS
 
 
hopkins_gm1_sm

(Gerald Manley Hopkins, Stratford 1844-Dublino 1889)

 
The Windhover
To Christ our Lord

I CAUGHT this morning morning’s minion, king-
…..dom of daylight’s dauphin, dapple-dawn-drawn Falcon, in his riding
…..Of the rolling level underneath him steady air, and striding
High there, how he rung upon the rein of a wimpling wing

In his ecstasy! then off, off forth on swing,
…..As a skate&r
squo;s heel sweeps smooth on a bow-bend: the hurl and gliding
…..Rebuffed the big wind. My heart in hiding
Stirred for a bird,—the achieve of; the mastery of the thing!

Brute beauty and valour and act, oh, air, pride, plume, here
…..Buckle! AND the fire that breaks from thee then, a billion
Times told lovelier, more dangerous, O my chevalier!

…..No wonder of it: shéer plód makes plough down sillion
Shine, and blue-bleak embers, ah my dear,
…..Fall, gall themselves, and gash gold-vermillion.

 
 
 
FOTTIVENTO
a Cristo nostro Signore

hopkins_gm1_sm

Ho colto stamattina il mattutino, ere-
…..de dell’aurora, il Falco ai primi albori a screzio tratto
…..a delfino sull’onda d’aria immobile, che ratto
si avvoltoiolava a una martingala d’ala scarmigliata in e-

stasi! poi via, vai, con alta lena, come lama che
….rabesca schettinando ghirigori, sull’aire planava rarefatto
…..a rabbuffo del vento. Ha agghermigliato il cuore in me ritratto
un gheppio – che prodezza! che signoria di sé!

Bellezza bruta e valentia e azione, oh, vento, vanto, qui come un sol io
…..all’appuntamento! E POI il fuoco che da te sprigiona, squilla un bilione di volte più incantevole, più periglioso, O cavaliere mio!

Nessuna meraviglia: basta olio di gomito e il vomere artigliato nel crostone
…..brilla, e la brace cinerulea, ah figlio di Dio,
si sfalda in granuli smeriglio, si slabbra in brani d’oro vermiglione.

Traduzione di Ottavio Fatica
[Pubblicato da Rosario Pinto su NAZIONE INDIANA il 25.5.2010]
 
 
 

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2 thoughts on “

  1. que mujer esa Ana!?!grazie Salvatore, mi sa che devo proprio ritirare fuori dal cassetto i vecchi lavori su di lei…(mi chiedo solo perché il tempo sia così ladro!)un bacione.nat

  2. .e fai bene a tirarli fuori. E po, abbi fiducia, mi hermana, che il tempo si trova sempre…con calma. Si, muy guapa…la luce degli occhi è ironica, vivissima  e sensuale… es una mujer  muy "hembra"!

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