SCRITTURE MONDO
TRE POESIE DI FLORA RUCCO

 
L’ ARCIERE

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Fiero nel suo sguardo
lungimirante arciere
luminoso,
passo sicuro
ma il cammino
tortuoso.
 
Sette le frecce
puntate
che furono speranze
giunsero al centro.
 
Ma tre
le si voltarono contro,
per lo spazio del tempo
incalcolato
e il cono della luce
riflesso
oltre la luna
inespresso.
 
La prima freccia
saltellante nei fiori
svanì il suo centro.
 
La seconda
fu boumerang
e le colpì la schiena
trapassandone il cuore.
 
La terza
le sfuggì di mano,
insanguinate.
 
Una ad una
goccia dopo sangue
furono ossa
e pietre
nella terra madre.
 
L’arciere
vi seppellì
il suo cuore.
 
Fu dato
in quanti
barattato dalla vita
per altri mondi
in cambio del suo nome.
 
L’Arciere
si riflesse
attonito
e ne prese la spada
volgendola al sole…
 
Proseguì il suo viaggio
verso le sette sfere
di cristallo,
senza più cuore
ma luminoso
di stelle.
 
 
herbertlist19031975losg

UOMO-MARE

MY EROS (nc)

 

 
Mille anni
il mio corpo
ti attese,
immenso alla battigia
in palpiti leggeri
e carezze
soffiate dal vento…
Il tuo sguardo
azzurro e fuggitivo,
avvolto ancora
nel velo del pianto,
fu specchio di mille soli
in un attimo eterno..
e poi svanì
nella rosa dei venti.
 
Teneri soli
sulla pelle di luna
inondasti
liquido amore
al mio cuore,
ora corroso
in gelidi cristalli
di sabbia
e interminabili
clessidre nel tempo.
 
Ne udii la risacca
svanire in folate di vento
a rimirare vivide farfalle
e striduli gabbiani.
 
Ti giunse
Il fiume roccioso
dalla foce,
fedele e dolce,
senza alcun tormento
e trasformato
fu il tuo destino,
planando
nelle nuvole eteree
dei cieli,
tersi e incupiti
prima del tramonto
e il firmamento
di stelle.
 
Scuro e nascosto
in spiragli d’echi
e sussurri
nel buio
della notte.
Sola e raminga
a rincorrerti
d’estate.
Fluente
Il tuo ricordo.
 
 Mariasole Ariot
 

 

 
 
IPAZIA
 
 

metafisica-della-colpa-e-del-piacere

Pazzia
fu la tua vita,
sfida dei tempi..
venire in luce,
nell’era in cui
Costellazioni e Dei
furono insavi.
 
E gli uomini
ubriachi di follia.
 
Furono i demoni
e santi della Chiesa,
a scatenarsi, falsificando
parole
che furono di un Dio.
 
Muta poesia,
colonne d’armonia…
possenti rocce di papiro
furono taciute
ad Alessandria
nell’oblio.
 
L’abisso
fu imposto,ai tuoi dolcissimi occhi.
 
Sangue di madre puro
per le strade di Alessandria.
 
 
 
Non ci fu tempo
del pianto dei filosofi
e dei poeti.
Purificarono adesso
lo scomodo nome
di Ipazia.
 
Nel tuo volto
parola di donna..
maestra..
si rifletteva soave
l’erudizione dei padri
srotolandone i versi
ai discepoli.
 
Gli occhi tuoi
rifugiati alle stelle
pregnanti di luce infinita
furono trascinati
per le strade…
insanguinate di Alessandria…
 
Sangue puro di madre,per le strade.
 
E la luce infinita ti raccolse
pronunciando il tuo nome.
 
Regina dei tempi
non conoscesti altra nobiltà
oltre i tuoi lungimiranti
pensieri di Pace.
 
Non fosti Stella
e ancora adesso
Galassia nel cielo
per l’eternità.

LE PLEIADI
 

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