PER LUIGI DI RUSCIO 
(Fermo 27.1.1930 – Oslo 23.2.2011)

 

LUIGI DI RUSCIO. UN GRANDE POETA . SEMPLICE (ANCHE SGRAMMATICATO) MA EFFICACE EPIGRAMMATICO. VOGLIO  RICORDARLO  CON QUESTO POST. MI AVEVA SCRITTO DI RECENTE, TRASMETTENDOMI LA SUA COMMOZIONE PER LA LETTURA INTENSA DELLE SUE POESIE. IN SEGUITO AVEVA CHIESTO DI SCRIVERGLI PERCHE’ SI SENTIVA SOLO. PURTROPPO NON POSSIAMO PIU’ FARLO. CHE PECCATO. A VOLTE PENSO CHE L’ AMICO ANDREA DI CONSOLI  ABBIA RAGIONE QUANDO IMPRECA ALLA MORTE DICENDO “CHE SPRECO!”
 
 
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(foto da NAZIONE INDIANA)
 

UNA POESIA INEDITA

di Luigi Di Ruscio

l’ultima poesia iscritta tanto faticosamente
riprendere fiato ad ogni parola
squadrare sul vocabolario quella parola introvabile
il tutto era così luminoso intatto e mi sentivo sporco contaminato
non facevo che immergermi nella vasca
tutta quella neve esposta ad un sole precoce
tutta questa gente esposta alla morte
vivrai una vita immortale solo
se vivi continuamente nel consueto nell’ovvio
muore chi è veramente vivo ed è continuamente nell’irripetibile
le ripetizioni l’ovvio il consueto sono cose senza tempo eterne
chi vive veramente è in una estrema fragilità
il miracolo è avvenuto la cosa non sarà più ripetuta
appena si è mostrata è finita per sempre

Luigi-Di-Ruscio (2)

 
(Da http://www.rivistasinestesie.it/scritti_poesia/diruscio_inedito.php Dicembre 2010)
 

BALLO A TRE PASSI

campionature per nico

PAOLA LOVISOLO ENDO 5

(Endo 5 di Paola Lovisolo)

 
Il letto mi attende
nel  morso del digiuno
nell’oblio  d’un giorno controvoglia.
 
Le difficoltà sfiancano
 
E ancor di più sfianca
l’ansia della sorda bimba
che m’è segreta sorella
da tempo immemorabile
 
La donna vissuta
la musicologa il poeta
scrivono sulla pagina del cuore
l’impermanente che m’illumina
 
(ciò che non dicono legioni di psicologi)
 
La ruota libera dei sogni – l’impalpabile
che anima il colore fluido della materia
che mi ha inscritta qui – nel muto desiderio
 
nel disparte del  tavolo imbandito
che ancora non ha forma – ch’è solo
polvere di marmo nel palmo della mano
 
pelle tesa  morso  che esala
anche nell’alone di cipolla
nel tocco morbido dello gnocco
sul tavolo di marmo del mio muto desiderio
 
Ma la  partenza è una carezza
che  libera alla fine dal  fiato
che tiene alla catena degli affanni
d’una vita da giorno dopo giorno.

 
S. D. A. , 22 . 2. 2011