NOTA A PIE’ DI PAGINA D’UN POST*

 

A Elda

Ai miei compagni d’avventura


 

 

 

 

 

 

 

 

Creature addensate sull’orlo

sulle spalle l’ombra della morte

che li accompagna ad ogni passo

–          negli spazi di paesi

–          in labirinti di città

–          in quei luoghi altri

–          che son toccati loro in sorte

 

Piccoli fratelli già nutriti dagli strati

delle lande  di qui  o dalle terre altre

in cui filtra l’ombra della luce

che li abbaglia  e li seduce.

 

Fratelli messi in mora sull’altare del paesaggio

 

–          Impregiudicati da miti e da speranze

–          nell’ ora e qui  di sguardi dritti e luoghi alieni

–          nel prima e poi di  spazi con troppo pochi pieni

–          nel c’ero e ci sarò di  denudate  o  cupe erranze

 

Fratelli sulle rive d’un mondo all’arrembaggio

 

Creature in fuga da un  mattino di cristallo che

s’apprestano a omaggiare il balletto della morte

prese già alla gola da ennesime  umilianti speranze

nella speranza d’un segno che le assolva dal mallo

di questa  terracarne che anch’io ho avuto in sorte

arùspici d’ una  realtà senza più rappresentazione

fratelli messi in mora dalla mancanza di coraggio

senza altro schermo  che la  sola trama di parole…

 

Creature polverizzate  lungo un margine senza più visione

creature distese  nel  cavo della terra  senza più  ancoraggio

creature sfuggite alla memoria che de/forma la scrittura

la trapunta di parole intessute di punti di domanda  corone

di rosari immersi nel respiro d’un tempo senza più natura

 

Visitare i paesi ?

visitare i morti?

Possedere oggetti?

Visitarci? Traslocarci? Desolarci?

Essere di più e ancora? Essere i  migliori abitatori dei non luoghi ?

Noi rinchiusi in questi muri noi migranti d’altri sguardi  ciechi d’avventura?

 

Fare movimento

fare transumanza

col bastone e con la rosa

allacciare le cinture lungo il margine dei monti

 

senza trucchi

senza orpelli

dal paesaggio interno

alle viscere del mondo

allineati e confluenti

 

Al sicuro

pur nutrite di tutte le paure

addensate  qui sull’orlo

affette dalla stessa malattia

e da ossesse speranze spinte

nell’umana geografia del mondo

 

noi

risplendenti  creature di bellezza uguale e divergente…

 

*Con Terracarne sulle ginocchia, di Antonella Bukovaz

  in http://comunitaprovvisorie.wordpress.com

  Pubblicato il 20 dicembre 2011 da Franco Arminio

 

S . D. A. , 23 . 12 . 2011

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