MATERIALI DI RISULTA

PARTE PRIMA

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1.

QUI NEL MIGLIORE DEI MONDI

Il viaggio verso elevati traguardi
non è decollato lo psicomago
già dispensa placebo oltre gli sguardi
di scetticismo ma è come un lago

alpino lo specchio del disincanto
che lo circonda..un ballo in maschera
che non dà più tregua ed è in pianto
Madame Sosostris in capo alla schiera

degli officianti a Pound e ad Artaud..
Altri dan fuoco alle ideologϊe
ridono cantano bevendo pernod
martirio di crucifige e bugϊe..

eccola dunque la vera partenza
è un delirio di sopravvivenza…

2.

IL DRAGO L’AMAZZONE
E LA SOMMA DEI GIORNI

La libertà è un fuoco di paglia
per chi ora ha libertà di menzogna..
La somma dei giorni come una faglia
ne svuota l’immaginazione è gogna

mediatica è anestetico puro
contro la disperazione il drago
e l’amazzone già sfidano il muro
di gomma delle parole il mago

ipnotizza i presenti con trucchi
da illusionista finché i fedeli
non cantano vittoria sopra mucchi
di storia vige un dio senza più veli..

ma il papa ed il re restano nudi
e i pasti sì si servono crudi!..

3.

NON PIU’ I LONTANI ARCIPELAGHI

Qui non più i lontani arcipelaghi
ma incubi d’aria condizionata
con autismo corale  e non più pelaghi
urbani ma calura aria viziata..

finestre chiuse su vite usurate
dal nulla dalle più futili attese
in attesa di niente macerate
di rabbia per il salario le spese..

vite comprate gonfiate di fiele
prostituϊte a un potere che premia
e che annulla come api nel miele
vite perdute per sbornie d’astemia..

Vite legate con tristi cilici
vite vendute di volti infelici…

4.

FOGLI DI DIARIO E CANI RANDAGI

L’uomo anziano non sapeva di cosa
si trattava e la donna lo fissava
stupita con sguardo dolce da sposa
l’uomo sfiniva il vento soffiava..

Il bambino moriva sotto gli occhi
della madre nel Natale di stragi
fogli di diario come scarabocchi
indicibili con cani randagi

in fuga e ad annusare l’assenza
di vita non restava che fuggire
niente paura ma l’indifferenza
cresceva ed era più che morire..

“la pace è finita ora andate in guerra..”
mai più moratoria per questa terra!

5.

COS’E’ CHE  CAMBIA IL TEMPO DELLA STORIA

Cos’è che cambia il tempo della storia
il comunismo postumo è memoria
d’ un passato anteriore ed ora acquista
capitale in contanti ed è conquista

brutale efficiente già nuova gloria
dei mali del mondo non sanatoria
universale del verbo marxista
e neppure della fede utopista..

ma contanti da cattiva coscienza
libertà non fa eguaglianza lenza
a cui non abbocca la produzione

d’un plusvalore di sangue violenza
del mercato(/dello stato) sull’uomo indecenza
suprema oh altro che liberazione(/rivoluzione)!

6.

AI MIGRANTI DEL GHETTO DI EBOLI

Ottomila euro e vendi la terra
per la terra promessa ma l’inferno
è ciò che t’ aspetta come una guerra
senza ritorno c’è solo l’eterno

miraggio fatto d’inganni migranti
in vendita per un po’ di futuro
“chi è il tuo prossimo qui?” “ma sono tanti
son violenti e non ti senti al sicuro..”

e l’altro è un’ alieno senza più sguardo
merce di scambio d’un nero mercato
di xenofobϊa ghigno beffardo
ricolmo di beni cristo negato..

e l’altro è dolore senza memoria
è uomo schizoide senza più storia..

7.

QUI L’ ALTRO E ‘ UN PARADIGMA DELL’ OZIO

Qui l’ altro è un paradigma dell’ ozio
ma la scelta per l’altro è l’enigma
di vite altruistiche o negozio
giuridico dall’esanime stigma..

è perturbante gioiello deviante
costume che disorienta l’agire
per l’utile nell’ usare urticante
di cose e persone per interdire..

ma l’ ozio di sé qui non è percorso
vincente né una nota dolente
nella borsa-valori né rimorso
postumo né un black out incombente..

l’ altro da sé è un alieno fratello
che ha volto d’inquietante modello

8.

QUEGLI ANGELI HANNO LE ALI SPEZZATE

Quegli angeli hanno le ali spezzate
non si levano in volo restan soli
in un angolo le braccia piegate
nient’amore nulla che li consoli…

I volti alla pioggia ora invocano oblìo
come parole perdute per strada
quei solchi lasciati giù lungo il pendio
che più non tracciano il libro e la spada..

smeralda è la luce che collega
il cielo alla terra ma non c’è seme
che fecondi nel buio quella piega
sotto le stelle ne chiude l’insieme..

la notte racchiude tutto..l’enigma
di quegli angeli la morte lo stigma…

9.

DIMMI DI QUALE MORTE MORIREMO

Dimmi…di quale morte moriremo
se per asfissia da inquinamento
eco – logico o pur per sfinimento
da sistema dei consumi? Vivremo

da mutanti già il passaggio estremo
a un mondo artificiale – memento
d’un osceno virtuale firmamento-
o noi per altre lune annegheremo?

Dimmi…se vi saranno dei segnali
sapremo decrittarli da vampiri
il cuore trapassato da pugnali?

o altro noi saremo? i rivali
d’oscura morte biònici respiri
dell’eterna notte.. i suoi frattali?

10 .

LO SGUARDO DI ULISSE

Dalle vette il mondo nuovo è lontano
e le baionette già arrugginiscono
nell’èra del Grande Fratello vano
è cercarle  e già ammutoliscono

i poeti sotto il crollo dei ponti.
Ma tu non volgerti al muro i sogni
non mentono mai risali alle fonti
rinnova il tuo sguardo! Se i bisogni

muoiono all’alba lo spirito mài.
Eccoli i soviet del telecomando
puri nelle trincee del mondo! Dài
adesso è sicuro non c’è rimando

al possente Nettuno ma al Vampiro :
accetta la sfida senza respiro!

S.D.A.  2007 – 2013

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